Joyland di Stephen King

luglio 4, 2013 § 9 commenti

Mi è capitato spesso di trovarmi in difficoltà davanti a una delle domande più frequenti per qualunque lettore (dopo, ovviamente, la classica: ‘Ma li hai letti tutti?’): Qual è il tuo autore preferito? (o peggio ancora, libro preferito). Io non ho, formalmente, un autore preferito, né tanto meno un libro che potrei eleggere al di sopra di tutti gli altri. Negli anni però ho affibbiato questo ‘onore’ a Stephen King, che forse tecnicamente non è il mio autore preferito ma la cui produzione letteraria rappresenta alla perfezione, per me, il concetto di lettura: ogni volta che penso a Stephen King, penso a molti libri ma soprattutto a It, e ogni volta che penso a It mi vengono in mente le estati pigre della mia infanzia, quel senso reale di ‘vacanza’ che da adulti si percepisce così difficilmente, le amicizie irruente e poco complicate di quando si è piccoli, le visite in bici alla biblioteca per fare razzie di libri, i panini al prosciutto e maionese. E tutto questo turbine di reminiscenze rappresenta per me una parte importante di ciò che associo alla lettura. Perché forse i libri di King non sono capolavori (oddio, alcuni si, secondo me) forse sono ‘solo’ libri dell’orrore (!) però al di là di tutto non si può negare che lui sia un vero e ammaliante cantastorie.

JoylandE’ per tutto questo che quando esce un libro nuovo di King lo compero subito, cartonato e in traduzione (due scelte che faccio davvero raramente negli ultimi anni, se posso evitare) e tendo a leggerlo subitissimo. Joyland ha dovuto aspettare il rientro dalle ferie, ed è stato letto in un weekend assolato, caldo – ma non troppo – e decisamente rilassante. E’ la storia di Devin Jones, uno studente universitario che decide di passare l’estate a lavorare in un luna park, Joyland appunto. Qui impara i trucchi del mestiere, fa amicizia con alcuni stagionali e con alcuni lavoratori fissi del luna park, tenta di riprendersi dalla rottura con la sua ragazza e scopre un mistero, un mistero che non vede l’ora di scoprire….Joyland è un vero e proprio giallo. E’ anche un romanzo di formazione ma quasi tutti i romanzi di King sono anche romanzi di formazione (c’è sempre quell’evento straordinario, quel rito di passaggio che traghetta il protagonista da un prima a un dopo che spesso si identifica con la vita da adulto consapevole). Ma soprattutto è un romanzo nostalgico: King ha la capacità di guardare il passato con rimpianto senza per questo cadere nell’elegiaco e senza perdere l’onestà, un dono raro e prezioso.

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§ 9 risposte a Joyland di Stephen King

  • Lightblue scrive:

    A parte il fatto che condivido tutta la premessa (la difficoltà ad identificare un autore preferito, ma, che se proprio devo scegliere allora dico King e perfino il panino prosciutto e maionese associato alle prime letture importanti :D) ho una domanda:come mai King lo leggi in traduzione?

  • Roberta scrive:

    Ah brava, è una bella domanda! 😀 Per me la lettura di King è una delizia, un premio, qualcosa che deve rimanere semplice e immediato. E' come la serie di Una mamma per amica: ogni tanto guardo delle puntate in lingua originale, però quando torno a casa la sera decerebrata a causa di una giornata di lavoro pesante, mi sparo una puntata rigorosamente in italiano, perché per quanto mi piaccia l'inglese implica sempre un lavoro in più, un impegno in più, e quindi a volte il premio è proprio quello di far fare questo lavoro ad un altro, il traduttore, e godersi il romanzo senza impegni e problemi. Poi c'è da dire che ho letto diversi romanzi di King in lingua originale e credo continuerò a farlo, però per tradizione e nostalgia ormai sono anni che acquisto i suoi romanzi appena escono in traduzione e la prima lettura la faccio comunque in italiano. E il bello è che, se non sbaglio, non manca moltissimo ad un'altra sua uscita, il seguito di The Shining, Doctor Sleep!

  • Lightblue scrive:

    Capito e condivido! Proprio ora che sto leggendo Sisterland mi rendo conto che, pur capendolo senza troppa concentrazione, è cmq uno sforzo in più e, ad esempio, ieri sera che ero molto stanca, ho dovuto interrompere la lettura perchè non riuscivo a seguirlo e sono passata all'italiano!Siiii altra uscita a breve per il Re 😉 e anche telefilm di Under the Dome in arrivo!

  • ilaisa22 scrive:

    “Ammaliante cantastorie”, è molto veritiero questo appellativo. Anche per me King è stato un fedele compagne della mie letture di gioventù, soprattutto estive, quando mi confrontavo con i miei amici anche loro appassionati di questo magico autore. Mi ricordo che alla sera qualcuno di loro, naturalmente al buio, raccontava una delle sue storie terrificanti e ancora oggi sostengono, scherzosamente che King deve avere una mente pazza per inventarsi quelle trame, per me è semplicemente geniale.Poi per anni l’ho accantonato, non so neanch’io perché. La scorsa estate però ho letto quasi per caso “Notte buia, niente stelle” e mi sono ricordata perché mi piacesse tanto King e ora nelle prossime vacanze vorrei leggere “22/11/63”, e ho letto la tua recensione ancora di più.Elisa (violet8 su anobii)

  • Roberta scrive:

    Ah, magari ci sono periodi in cui ci concentriamo su altre letture, però quando ami King, prima o poi torna! :DConcordo sulla genialità, e ti consiglio vivamente di leggere 22/11/63, soprattutto se – come credo – hai letto It, ci sarà un brano super nostalgico!

  • ilaisa22 scrive:

    ….ho scritto il commento di fretta e ho lasciato alcune parole nella tastiera!!! Devo ammettere con vergogna di non aver letto It perchè avevo visto il film e non mi era piaciuto, così ho fatto il grande errore di non leggerlo.

  • Roberta scrive:

    Si capiva comunque! 🙂 Io ti consiglio di leggerlo, il film non è piaciuto nemmeno a me, però è una cosa completamente diversa dal libro. Il libro parla sì di un orrore nella cittadina di Derry, ma è meraviglioso soprattutto per la descrizione dell'amicizia tra i ragazzini che decidono di combatterlo, nella descrizione della loro vita, da ragazzini e poi da adulti. Sappi solo che il nostro Re in qualche punto si è dilungato un po' troppo in qualche descrizione noiosa, ma ne vale assolutissimamente la pena!

  • russell1981 scrive:

    Eccellente il romanzo e la tua analisi 🙂

  • Grazie mille! La mia analisi non so 🙂 ma il romanzo è ottimo e lo consiglio vivamente!

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