Ognuno muore solo di Hans Fallada

luglio 23, 2013 § Lascia un commento

Geoff Wilkes nella postfazione afferma che in questo romanzo Hans Fallada comprende e celebra la banalità del bene, e che questo è ciò che rende questo romanzo così importante. Ognuno muore solo racconta la storia di Otto e Elise Hampel, una coppia di lavoratori di Berlino che, a seguito della morte del loro unico figlio in battaglia, decidono, pur essendo stati disinteressati alla politica fino a quel momento, e semmai simpatizzanti del nazismo, di impegnarsi in un’attività di resistenza, ovvero di scrivere cartoline in cui incoraggiavano i cittadini tedeschi alla resistenza nei confronti del regime, e di abbandonarle in edifici pubblici particolarmente frequentati. La loro storia si intreccia ad altre persone, come l’investigatore che sta indagando su questo mistero delle cartoline o alcuni coinquilini del condominio dove risiedono, o la fidanzata del figlio.

Ognuno muore soloE’ importante leggere anche libri su com’era la vita sotto il regime, la vita del cittadino medio, intendo. E da questo lungo ma appassionante affresco si può evincere che il coinvolgimento delle persone nel nazismo fu più una questione di opportunismo o di sopravvivenza, che di convinzione politica o condivisione ideologica. Qui non si parla molto degli ebrei, eppure si ricrea un mondo di sospetti, delazioni, spie: tutti si osservano e spesso le denunce vengono fatte non tanto per ottenere qualcosa quanto per la paura di cosa potrebbe succedere se qualcuno scoprisse che una denuncia non è stata fatta. In questa ambientazione paranoica, è rinfrescante la stoica e pura ostinazione dei due protagonisti, che scelgono un’attività di resistenza forse poco importante, ma come sottolinea Otto, in fin dei conti è pur sempre un’attività  per cui stanno rischiando la vita, e a nessuno si può chiedere di rischiare qualcosa di più della vita stessa.

Nel mondo ricreato da Fallada, non ha poi molta importanza il risultato effettivo di queste azioni di resistenza, ciò che importa è che i protagonisti che si ribellano sconfiggono il nazismo in termini ideali, rifiutandosi moralmente di accettare la situazione esistente, sforzandosi di sovvertire l’ordine costituito, rischiando il tutto per tutto. Un romanzo certo angosciante, e triste, però anche bizzarramente speranzoso.

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