Si tu me dices ven lo dejo todo… pero dime ven di Albert Espinosa

agosto 18, 2013 § 6 commenti

Prima esperienza dopo più di dieci di anni di lettura in spagnolo. Ho trovato nella libreria locale questa novella che mi pareva perfetta per il mio scopo sia per lunghezza che per difficoltà. Inoltre il romanzo era nella mia lista desideri, per quanto mia mamma me ne avesse già parlato non molto bene, lei infatti ne è rimasta piuttosto perplessa.

10832326Formalmente Si tu me dices ven lo dejo todo, pero dime ven è un giallo: un protagonista che ci parla in prima persona di mestiere si occupa di ritrovare bambini scomparsi e/o rapiti (come privato, non facendo cioè parte di nessun corpo statale di investigazione). All’inizio della storia, dopo quella che sembra la rottura finale del suo matrimonio, parte per Capri, dove era già stato da bambino, per occuparsi di un caso che accetta anche se di fatto tutte le sue caratteristiche lo avrebbero spinto a rifiutare, in qualsiasi altro momento.

In realtà la trama investigativa non esiste, è poco meno di un esile struttura intorno alla quale l’autore organizza una serie di episodi, preannunciati, ritardati, interrotti. Gli episodi sono, fondamentalmente, degli incontri illuminanti che hanno permesso al protagonista di crescere e che ora, ripescati dalla memoria grazie alla rottura sentimentale e al caso investigativo a Capri (luogo che per il protagonista ha un’importanza particolare) lo spingono a riflettere e a prendere una decisione importante per la sua vita. Tutta l’atmosfera del romanzo ricorda un ibrido Coehlo/Albom con un pizzico di Richard Bach.

Forse letto in un altro momento questo romanzo mi avrebbe colpito ma ora come ora mi sembra un concetto piuttosto banale rivestito di una copertura dai colori soavi ma spesso logora o mal tagliata. Per intenderci, è il classico libro buonista che da ragazzine avremmo praticamente trascritto sulle nostre Smemoranda…

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§ 6 risposte a Si tu me dices ven lo dejo todo… pero dime ven di Albert Espinosa

  • Phoebes ha detto:

    Mi piace molto il tuo commento finale, esprime benissimo il tuo parere sul libro, e capisco la citazione Coehlo/Albom e Richard Bach (anche se non conosco Albom: vado a googolare).Comunque, leggi anche in spagnolo? Complimenti!!! Io da pochissimo ho iniziato seriamente a legger e in inglese, e già mi sembra una grande conquista! 🙂

  • Roberta ha detto:

    All'università l'ho studiato lo spagnolo, però sono circa dieci anni che non lo utilizzo, per cui… anche per me vedere che un libro semplice non mi crea problemi è stata una grande conquista! E poi più si insiste più ci si diverte!Albom è uno scrittore interessante se ti piace il genere, comunque a prescindere da questo ti consiglio I miei martedì col professore, davvero bello, ogni tanto lo rileggo! Nonostante il mio scorno 😀 adoro Richard Bach e negli anni ho letto molti romanzi di Coehlo e anche di Albom con un certo diletto!P.S. ma secondo te le adolescenti di oggi la tengono ancora la Smemo o diario affine? Alla mia epoca Internet non era proprio contemplato, ma forse oggi ha soppiantato questa bella abitudine! Io la mantengo, solo che al posto della Smemo uso la Moleskine 😀

  • Phoebes ha detto:

    Albom non lo conoscevo, ma adesso che mi citi "I miei martedì col professore" mi suona familiare. Coehlo non l'ho mai letto, mentre Bach lo consco bene, avendo letto diversi suoi libri quando scoprì "Il Gabbiano Jonathan", e avendoli molto amati quasi tutti. Capisco bene quindi quando parli di trascrizioni sulla Smemo, certe frasi di Bach io ancora me le ricordo quasi a memoria! :)Non so se le adolescenti di oggi scrivono ancora frasi sul diario. Neanche ai miei tempi c'era internet, chissà, forse ora le condividono su Facebook! Io devo ammettere che sono passata al digitale in molti aspetti della mia vita, a partire ovviamente dalle recensioni dei libri, ma in effetti anche con le frasi, sono pasata dal ricopiarle a mano allo stamparle a, infine, salvarle sul pc, o anche condividerle su internet, in effetti!

  • Roberta ha detto:

    Bach è fantastico in effetti 😀 Nemmeno io ricopio più tutte le frasi interessanti sulla moleskine, solo qualcuna! Però non riesco a mollare l'agenda cartacea, anche se temo che se avessi uno smart phone sarebbe solo questione di tempo! In effetti il digitale ha aperto enormi prospettive ma anche rimosso piccole cose dalla nostra quotidianità. Non ricordo più dove forse su pinterest c'era la foto di una custodia per rullini (cioè custodia, il classico barattolino) con la scritta: 'chi è nato dopo il 19** – non ricordo la data esatta – non sa a cosa serve questo! 😀 Queste piccole cose mi rendono un po' nostalgica, ma sono pragmatica, non tornerei alla macchina fotografica manuale o alla ricerca in biblioteca!

  • Phoebes ha detto:

    L'agenda cartacea ce l'ho ancora anch'io, e ogni tanto mi ricordo anche di segnarci gli appuntamenti! :)La foto della custodia per rullini non l'ho vista, ma ho visto spesso quella con la matita e l'audiocassetta che dice: se non capisci qual è il collegamento tra questi due oggetti, allora sei nato dopo il 19**. Però concordo, per quanto le cassette un po' mi manchino, ogni tanto, gli mp3, spotify, youtube e simili sono troppo una bella cosa! 😀

  • Roberta ha detto:

    Ahah è vero, mi ricordo anch'io di avere visto quella che dici tu! Bè dai, diciamo che abbiamo il giusto grado di nostalgia, la nostalgia da divano la chiamerei! 😉

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