Il dono di Ted Gup

settembre 4, 2013 § Lascia un commento

Il dono. Storia dimenticata di un miracolo americanoLo scorso inverno in una delle tante visite in libreria, questo titolo mi colpì molto e decisi di acquistarlo sul momento, senza saperne nulla, un tipo di acquisto che devo dire faccio molto di rado ormai, anche se tanti anni fa era forse il mio modo principale di acquistare libri (ma invecchiando, si sa, i gusti si capiscono e forse addirittura si raffinano ^_^). Ted Gup è un giornalista americano. Diversi anni fa la madre gli regalò una valigia piena di lettere e documenti un tempo appartenuta al di lei padre, trovata in soffitta durante uno dei suoi regolari repulisti (la madre di Ted Gup era stata costretta a svuotare la casa della madre, un’accumulatrice compulsiva, e non desiderava che i suoi figli dovessero trovarsi nella stessa situazione). Inizialmente Ted non riusciva a capire di che cosa si trattasse, e dopo un’iniziale e rapida esplorazione, aveva concluso che il materiale contenuto nella valigia apparteneva non al nonno, ma a qualcun’altro e che era stata conservata dalla sua famiglia per errore, dato che tutte le lettere e i documenti contenuti erano intestati a uno sconosciuto B. Virdot.

Successivamente Ted scoprì che un uomo d’affari nel 1933 aveva fatto pubblicare (anonimamente, anzi sotto il falso nome B. Virdot) sul giornale di Canton, Ohio, un annuncio con il quale dichiarava, in seguito a personali difficoltà finanziarie ora risolte, di voler aiutare 75 persone in difficoltà donando loro 10 dollari a testa (calcolate che per l’epoca dieci dollari erano una bella sommetta). B. Virdot aveva deciso di garantire l’anonimato sia di donatore che di beneficiari non solo per risparmiarsi possibili truffatori, ma anche per garantire la dignità di chi avesse deciso di scrivergli per esporre la propria situazione, dato che all’epoca era molto difficile per gli orgogliosi abitanti di Canton risolversi a chiedere aiuto finanziario, per quanto ne avessero bisogno. Ovviamente come si è già capito l’anonimo donatore era il nonno di Ted Gup, Sam Stone. Indagando sulle possibili motivazioni del nonno a questo gesto e su cosa successe poi alle centocinquanta famiglie beneficiarie (B. Virdot-Sam Stone decise infine di selezionare il doppio delle persone, viste le numerose richieste, e donare a ciascuna cinque dollari anziché dieci) Ted scoprì anche che il nonno, immigrato rumeno, aveva costruito la sua vita su delle fondamenta menzognere, e decide di scoprire le carte e raccontare la vera vita di Sam Stone.

Certamente l’iniziativa di questo uomo è estremamente ammirevole e dà molto di che pensare, tuttavia Ted Gup non è davvero un narratore avvincente e, per quanto tenti di fare apparire davanti ai nostri gli orgogliosi postulanti di Canton, non finisce per essere che ripetitivo e manca allo stesso tempo di darci un quadro davvero ricco di quella che era la vita durante la Depressione in una città in difficoltà e rigurgitante di malavita. Non oso immaginare cosa potrebbe essere diventata questa storia in altre mani, purtroppo così com’è la narrazione rimane decisamente piatta e per quanto interessante il punto di partenza non posso proprio consigliare questo libro.

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