The Duchess of Bloomsbury Street di Helene Hanff

ottobre 1, 2013 § 2 commenti

The Duchess of Bloomsbury Street è il seguito di 84 Charing Cross Road. Avviso che in questa recensione ci saranno degli spoiler per chi non ha letto il primo libro (lo so che è strano sentir parlare di spoiler relativamente a un memoir, ma fidatevi). Helene Hanff riesce finalmente, dopo la pubblicazione del suo primo romanzo e dopo un importante intervento chirurgico, a fare il tanto desiderato viaggio a Londra, proprio per presentare 84 Charing Cross Road e questo libro è la pubblicazione del diario che tenne in quel periodo. Trovo estremamente triste il fatto che l’autrice abbia dovuto aspettare così tanto per realizzare il suo sogno, più che altro perché quando finalmente riuscì a visitare Londra, il suo amico di penna era ormai scomparso, e anche il negozio che l’aveva rifornita dei libri di una vita non esisteva più. Fortunatamente, Helene riuscì a visitare comunque i locali, ormai vuoti e polverosi ma ancora sfitti, e si portò via le lettere che componevano il nome del negozio attaccate al vetro della finestra.

125035Ho letto questo libro mentre ero a Londra, e forse avrei dovuto leggerlo molto prima, perché è una specie di guida letteraria di Londra, e poi rileggerlo in viaggio. Mi sono pentita enormemente di non aver visitato la National Gallery quando, sull’aereo di ritorno, ho letto della visita di Helene. D’altra parte ha avuto il suo fascino leggere del suo rammarico nel ritornare a casa proprio a metà strada tra l’Inghilterra e l’Italia. Sicuramente mi ha dato infiniti spunti di lettura e di visita per il mio prossimo viaggio a Londra, e sicuramente è un libro che leggerò e rileggerò, insieme al precedente.

Questo resoconto di viaggio è incredibilmente avvincente, fin dalle prime pagine, in cui l’autrice non riesce proprio a credere che sta davvero volando a Londra, e sente l’irresistibile impulso di mandare tutto all’aria per il nervosismo. E quando visita qualche posto per lei speciale ed è proprio come se l’aspettava, anzi meglio, è proprio come quando entri nella British Library e vedi il manoscritto di Jane Austen e il suo scrittoio e ti esplode la testa pensando che sì, quell’autrice è davvero esistita in carne ed ossa e già da adolescente scriveva nei suoi quaderni con la sua adorabile scrittura. Ma è adorabile anche nelle piccole disavventure giornaliere, per esempio la sua lotta con la doccia mi ha riconciliato con l’orribile esperienza del lavandino del nostro hotel – economico, cioè si fa per dire ovviamente – di Londra. Cos’altro dire, se non che consiglio entrambi i libri vivamente?

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