Nella Last’s War di Nella Last

ottobre 20, 2013 § 2 commenti

Leggere Nella Last’s War è il modo perfetto di capire davvero che cosa abbia significato la guerra (nello specifico la seconda guerra mondiale) per tutte le persone che, senza combattere al fronte, dovevano comunque vivere in una situazione che oggi è assolutamente impensabile.
Nella Last era una casalinga di 49 anni quando scoppiò il conflitto. Viveva con il marito e i due figli a Barrow-in-Furness, una località costiera della Cumbria. Il suo diario cominciò come progetto per Mass Observation, un’organizzazione di ricerca che dal 1936 agli anni Sessanta si proponeva di registrare per i posteri la vita quotidiana della popolazione inglese, sulla base di un gruppo di 500 volontari che partecipavano tenendo diari e rispondendo a questionari. Negli anni Ottanta il progetto fu rianimato e una delle conseguenze fu la pubblicazione di questo volume, in cui il diario di Nella Last venne adattato e ridotto.

863963Nella Last aveva un carattere molto forte e una personalità che esce dalle pagine, motivo per cui è piuttosto difficile immaginarla come bambina malaticcia o moglie sempre malata e sottomessa al marito, dedicata solo a lui e ai figli, mai fuori di casa se non con il marito, che comunque non amava uscire né la compagnia, nemmeno in casa.

Lo scoppio della guerra mette in luce la mentalità estremamente pratica di Nella, sia nell’aiutare gli altri sia nell’organizzare la propria casa e renderla piacevole e pulita. La sua abilità di preparare pasti buoni nonostante il razionamento e gli impegni fuori casa di volontariato è strabiliante. Ricordo molte descrizioni di come preparava i pasti partendo da pochi ingredienti poco appetibili e realizzando un ottimo piatto, o di come nelle occasioni speciali aprisse le torte preparate _mesi_ prima quando c’era più disponibilità di burro e zucchero e che aveva accuratamente conservato.

Questa mentalità fu molto utile nelle attività di volontariato per la guerra, ma lo fu anche la sua capacità di mostrare al mondo un volto sorridente, di fare battute e di essere sempre divertente e forte per gli altri, anche se dal suo diario è evidente che in realtà era una persona _ovviamente_ come tutte le altre, con i suoi dubbi e paure e i momenti di profondissimo sconforto

La decisione di contribuire allo sforzo bellico e di unirsi al WVS (Women’s Voluntary Service), di cucinare in una mensa per i militari e di occuparsi di un negozio dell’usato per raccogliere soldi per i pacchi da mandare ai prigionieri di guerra cambiò radicalmente la sua vita. Questo cambiamento e l’impegno quotidiano nonché la sensazione di essere utile agli altri costituì un considerevole miglioramento per Nella, nonostante ovviamente tutte le angosce relative alla guerra e ai due figli. Un cambiamento che la fece riflettere su quale sarebbe stato il destino di tutte le donne che durante la guerra avevano fatto cose significative e a cui dopo la guerra sarebbe stato magari chiesto di tornare alla vita di prima.

Nonostante la capacità di Nella, sempre più forte con il passare degli anni di conflitto, di godere delle cose più semplici, da una buona tazza di tè a un libro a una gita ai laghi a un buon pasto, nonostante il suo ottimo rapporto con le persone con cui entra in contatto con il suo lavoro, con i vicini e soprattutto con i due figli, nella sua casa c’è sempre un’ombra che è il rapporto con il marito. Uomo chiuso, tradizionalista, poco deciso e poco amante della compagnia e dei cambiamenti, non credo tuttavia che fosse il mostro che a volte si intravede nelle pagine del diario di Nella. Semplicemente credo che l’unione di due persone dai caratteri così diversi e opposti (il marito di Nella pensava che il riposo fosse la cosa migliore per Nella quando ebbe un esaurimento, ma per lei invece la cosa migliore sarebbe stata sentirsi impegnata e utile, e la compagnia) in un periodo in cui una moglie non si ribellava normalmente al marito, ma si assoggettava, abbia creato tensione per anni, una tensione che poi ebbe modo di sfogarsi durante il conflitto.

In ogni caso questo libro è imprescindibile, ed è davvero un peccato che non si possa leggere _tutto_ quello che Nella Last ha scritto, in parte perché alcuni diari vennero persi, in parte per decisione editoriale. In ogni caso ci sono ancora due volumi, che raccolgono il materiale scritto nel dopoguerra e negli anni Cinquanta, e sono davvero ansiosa di procurarmeli!

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