The Boys from Brazil di Ira Levin

ottobre 24, 2013 § 2 commenti

Ira Levin è uno scrittore che oggi è forse più famoso per le trasposizioni cinematografiche dei suoi libri che per i romanzi stessi. Fra i suoi più famosi infatti Rosemary’s Baby e La fabbrica delle mogli, da cui i film omonimI Rosemary’s Baby (1968) E La fabbrica delle mogli (1975) e il remake di quest’ultimo La donna perfetta (2004). Anche da The Boys from Brazil è stato tratto un film, omonimo, nel 1978, con Laurence Olivier e Gregory Peck.

12245208In The Boys from Brazil Yakov Lieberman, un ‘cacciatore’ di nazisti ormai fuori moda (sono gli anni Settanta) ispirato a Simon Wiesenthal, opera attivamente per rintracciare e portare alle autorità i nazisti rimasti in libertà dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il suo scopo è quello di far conoscere a più persone possibili gli orrori del nazismo, e continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica per evitare che simili atrocità accadano di nuovo.

Un giovane americano, Barry Kohler, simpatizzante del lavoro di Lieberman, lo chiama dal Brasile avvisandolo di un piano nazista per eliminare 94 persone in tutto il mondo occidentale, ma prima di poter fornire la prova di questo, viene ucciso. Gli obiettivi di questo piano sembrano altamente improbabili ma Lieberman per scrupolo di coscienza decide di indagare comunque su eventuali morti che corrispondano a quanto scoperto da Kohler. Se apparentemente tutte queste morti sembrano essere accidentali e tutte le ‘vittime’ non collegate a nazisti o anti-nazisti, quasi per caso Lieberman scopre un nesso fra due di queste persone, però un nesso talmente strano da complicare ancora di più la situazione.

Oltre ad essere ambientato negli anni Settanta, questo thriller fu anche scritto e pubblicato in quegli stessi anni, e anche se si sente, non si può negare che come thriller funzioni particolarmente bene. All’epoca probabilmente gli orrori che paventava potevano risultare anche molto più plausibili (storicamente, più che scientificamente immagino) ed inquietanti di adesso. Certo è che anche oggi è spaventoso riflettere su questa possibilità, e sulle implicazioni etiche che comporterebbe (sto cercando di non rovinare il romanzo a nessuno). Il romanzo soffre un po’ di una scrittura a tratti un po’ grossolana e spesso anche confusionaria (forse questo più che altro un effetto di un’impaginazione poco accurata della mia versione digitale) ma come direbbe Stephen King, è la storia che conta, e la storia fa venire i brividi, assicurato! Continuo a consigliare Rosemary’s Baby o La fabbrica delle mogli, che mi sono sembrati migliori di questo, ma anche The Boys from Brazil rimane una lettura affascinante.

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§ 2 risposte a The Boys from Brazil di Ira Levin

  • Silvia Leggiamo ha detto:

    Finalmente qualcuno che parla di Ira Levin! Io lo adoro!Anche secondo me La Fabbrica dele Moglie e Rosemary's Baby sono i migliori, ma ho apprezzato anche Questo Giorno Perfetto (peccato l'oscena traduzione piena di errori e orrori) e Un Bacio Prima di Morire.

  • Roberta ha detto:

    Ma che bello, li hai letti praticamente tutti! Concordo sulla tua classifica, anche se per ora ne ho letti solo tre… Ho però già in ebook anche A Kiss Before Dying (ho approfittato molto tempo fa di una promozione Amazon e quindi ho anche la fortuna di bypassare la traduzione).

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