Crewe Train di Rose Macaulay

novembre 5, 2013 § 4 commenti

Crewe Train fa riferimento a una ballata popolare inglese che recita:

“Oh, Mr. Porter, whatever shall I do?
I want to go to Birmingham, but they’ve sent me on to Crewe!”

1528678e simboleggia la strada sbagliata che viene imboccata dalla protagonista, la giovane Denham Dobie. In realtà questa strada non è sbagliata in sé e per sé, ma è molto lontana dalle sue reali aspirazioni. Denham è la figlia di un pastore vedovo, in pensione, che ha lasciato il suo lavoro non per motivi di coscienza, come sostiene, ma perché non può più sopportare di dover mantenere i numerosi rapporti sociali richiesti dalla sua professione. In cerca di pace e tranquillità, si trasferisce con la figlia nell’isolata Andorra. Alla morte del padre Dehnam è praticamente costretta a lasciare Andorra per vivere con i parenti della madre a Londra. Qui viene a contatto con una forma di vita – high life – decisamente bizzarra ai suoi occhi di estranea, per quanto normale e auspicabile agli occhi di tutte le altre persone.

L’espediente di catapultare un ‘indigeno’ in una società per osservarne in modo distaccato gli usi e costumi è un classico fin dalla pubblicazione delle Lettere persiane di Montesquieu. Rose Macaulay lo utilizza perfettamente: Dehnam non ama parlare, non ama stare in società, non capisce il motivo della maggior parte delle abitudini, degli obblighi e dei dinieghi che le vengono presentati al suo arrivo a Londra, ma per amore dei suoi parenti cerca di adeguarsi. La vita londinese attraverso i suoi occhi diventa davvero assurda e divertente. Da brava introversa, il desiderio di Denham di non fare visita a nessuno, di non accettare visite da nessuno, e in generale di rifuggire le persone, le chiacchiere e le occasioni sociali per dedicarsi a quello che le interessa veramente ha suscitato il mio più sentito consenso. Non sono certo d’accordo con la sua opinione sui libri, né subisco il fascino della vita all’aria aperta, eppure non posso che concordare sull’assurdità di certi valzer a cui le norme comuni di comportamento vorrebbero obbligarci (oggi non meno che nel primo Novecento, temo). Certo la visione di Rose Macaulay è piuttosto cinica (l’amore è una trappola) e sicuramente non la condivido, ma ho parteggiato per Denham dall’inizio alla fine, nonostante alcuni comportamenti davvero non condivisibili ed egoistici (e avrei preso a bastonate zia Evelyn).

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§ 4 risposte a Crewe Train di Rose Macaulay

  • Ludo ha detto:

    Oh mamma, quando ho letto Crewe… l'ho passata di ritorno da Birmingham circa tre ore fa. So di andare off topic, ma non ne ho potuto fare a meno.

  • Roberta ha detto:

    E' sempre affascinante trovare nei libri (ma anche nei film/telefilm) riferimenti a posti che abbiamo visto, no? Che cosa stai facendo di bello in Inghilterra (dev'essere favolosa in questo periodo… be', sempre in realtà! :D)

  • Ludo ha detto:

    Sono in Inghilterra per lavoro. Mi occupo di beni culturali in Cumbria. L'Inghilterra e la Gran Bretagna, in generale, mi piacciono molto, eppure… in parte proprio perché lavoro nel settore dei beni culturali, l'Italia mi manca.

  • Roberta ha detto:

    Capisco molto bene che ti manchi, per tutta una serie di motivi 🙂 però devo dire che fai un lavoro stupendo e credo tu abbia occasione di vedere dei posti davvero notevoli. Immagino però che nel tuo ambito sia – paradossalmente – complicato trovare spazio in Italia.

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