After Dark di Haruki Murakami

novembre 27, 2013 § 2 commenti

Murakami è un autore che ho letto molto durante gli anni universitari. Oddio, molto: ho letto Tokyo Blues – Norvegian Wood, A Sud del confine, a Ovest del sole e, a prestito, La ragazza dello Sputnik, che mi è piaciuto più di tutti, tanto da averne successivamente comperata una copia tutta mia, per rileggerlo (non ci sono mai arrivata ovviamente). Come autore mi è sempre rimasto in mente, ma non ho più comperato nulla di suo fino all’inizio di quest’anno. Ero molto interessata a 1Q84 ma la mole mi incuteva un po’ timore (è sempre un rischio tornare a leggere un autore dopo anni: tante cose cambiano…) e quindi ho ripiegato su After Dark.

Questo romanzo ci descrive una notte in una non meglio specificata metropoli giapponese. Mari vuole passare la notte fuori casa (scopriremo poi perché) e legge un libro in una caffetteria. Qui incontra però un conoscente, Takahashi, che è in zona perché ha le prove con il suo gruppo jazz (provano tutta la notte, con una pausa) e attacca bottone con lei mentre mangia prima di trovarsi con gli altri musicisti. Mari rimane nuovamente sola ma non per molto: viene avvicinata da Kaoru, che ha avuto il suo nominativo da Takahashi: ha bisogno di qualcuno che faccia da traduttore per una ragazza cinese che non parla giapponese e che ha avuto un incidente. Può Mari aiutarla? Mari non sembra cercare compagnia ma decide di aiutare Kaoru e la accompagna. La ragazza cinese si rivela essere una giovanissima prostituta che è stata picchiata e derubata dal suo cliente nel love-hotel gestito da Kaoru.

Devo ammettere che i primi capitoli mi hanno lasciata un po’ indifferente, ma in breve mi sono appassionata a questa storia, che si sviluppa appunto nell’arco di una notte (ogni capitolo presenta il disegno di un orologio con l’ora). Mari sembra una persona molto riservata ma inaspettatamente la sua notte si intreccia con quelle di molte altre persone. Come al solito i dialoghi dei romanzi giapponesi hanno una qualità così diretta e trasparente: sembrano in grado di parlare di qualsiasi cosa senza filtri, senza problemi, spiegando tutto per filo e per segno, cercando di interpretare la loro realtà, il loro passato, le loro reazioni. Sono fantastici! After Dark è molto bello per la sua capacità di attraversare, in una notte, la vita diverse persone e rendercela interessante anche se abbiamo la visione solo del loro presente, con qualche sprazzo di passato e qualche intuizione del loro futuro, ma nulla più. D’altra parte, ci sono due aspetti che mi hanno un po’ indispettito: il finale aperto e l’inganno dell’autore nella trama. Per quanto riguarda il finale, è chiaro che è la struttura del romanzo a chiedere che sia aperto: è la descrizione di una notte, in fin dei conti, non una storia vera e propria. C’è però una della micro storie che Murakami inserisce nell’intreccio che rimane particolarmente e fastidiosamente aperta (di più nel paragrafo successivo). L’inganno dell’autore poi è questo: ogni tot capitoli ci sono degli ‘a parte’ che riguardano la sorella di Mari, Eri (anche la sua micro storia si inserisce nel flusso notturno, ma è un po’ a parte) e che inizialmente fanno pensare a qualcosa che poi decisamente non è, sembrerebbe un risvolto thriller o addirittura horror e c’è questa costante tensione che si affloscia quando si capisce meglio la situazione grazie a Mari.

Ora vorrei dire qualcosa in più relativamente a questi due aspetti, ma sarà un paragrafo pieno di spoiler per cui chi vuole evidenzi il testo per leggere. Dunque il finale aperto: dicevo che ci sta, è stilisticamente perfetto. Mi secca un po’ non avere scoperto che cosa leggeva Mari con così tanta attenzione 🙂 però non è _così_ importante. Mari e Takahashi stanno iniziando una bella amicizia, forse qualcosa di più, e Mari è chiaramente in procinto di migliorare il rapporto con la sorella. Kaoru e le sue dipendenti rimangono più nel limbo ma la loro trama era per forza più statica. Quello che mi ha infastidito ovviamente è stato non sapere più nulla del picchiatore folle, Shirakawa: un impiegato informatico che lavora di notte, Shirakawa è sposato con figli ma non vede mai né loro né la moglie per via dei suoi orari, che sembrano più voluti e organizzati che imposti (trova il tempo di fare ginnastica, lavarsi, frequentare un love-hotel regolarmente all’interno del suo turno). Seguiamo anche lui durante questa notte, ma non veniamo a scoprire niente di particolare: perché la sua esplosione di violenza nei confronti della prostituta cinese? e ora, che cosa succederà dato che i protettori della vittima hanno la sua foto? Certo, mi rendo conto che dal punto di vista formale anche questa micro storia è stata gestita perfettamente, però non posso che fremere al pensiero di non aver avuto quasi nessun indizio su di lui. Che senso ha questo personaggio così superficialmente tracciato? Rimane poi l’inganno di Murakami. Nei primi paragrafi dedicati a Mari sembra chiaramente suggerito che lei sia stata rapita o che il suo ‘sonno’ sia stato indotto da qualcuno che le vuole del male (ho sospettato a turno di Takahashi e anche di Mari e ovviamente di Shirakawa). A un certo punto Eri si sveglia in un capannone vuoto e dalle porte e finestre ermeticamente chiuse e trova una matita che riporta il nome Veritech, lo stesso della ditta per cui lavora Shirakawa. Poi scopriamo che in realtà questo deve essere stato un sogno, in quanto Eri dorme, sì, da due mesi, ma a casa sua, e non è sicuramente in pericolo fisico. Il sospetto che qualcuno l’abbia drogata e rapita pervade tutta la lettura del romanzo, e mi ha fatto costantemente cercare l’ambiguità nelle parole e nelle azioni di Takahashi e Mari (Shirakawa è già sciroccato in partenza). Ma è capitato anche a voi?

In conclusione: bello, davvero. Forse addirittura quattro stelle, ripensandoci. Non sono sicura se il mio prossimo Murakami sarà una rilettura o un nuovo romanzo, ma comunque non sono più impaurita dalla mole di 1Q84!

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§ 2 risposte a After Dark di Haruki Murakami

  • Margherita ha detto:

    Di Murakami ho letto parecchio ma questo (e anche La ragazza dello Sputnik) mi manca e sembra molto affascinante e murakamiano…Devo prenderlo!A me 1Q84 non è piaciuto molto, credo sia il più banale e noioso di Murakami, ben lontano da capolavori magici come Kafka sulla spiaggia (il mio preferito!) o La fine del mondo e il paese delle meraviglie o L'uccello che girava le viti del mondo o Norwegian Wood. Sono rimasta così delusa da questo libro, da non voler nemmeno continuare la saga con il libro 3 e 4. Preferisco recuperare un vecchio libro di Murakami piuttosto che andare avanti con questa mega-opera per me priva di fascino e valore letterario.

  • Roberta ha detto:

    Mmmh buono a sapersi! Penso mi converrà recuperare la sua opera cronologicamente allora (di solito è la tattica migliore). After Dark a me è piaciuto molto e poi è stato anche bello ascoltare le varie canzoni che vengono citate mentre leggevo (te lo consiglio, poi su youtube trovi diverse playlist dedicate a questo romanzo).

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