The Best a Man Can Get di John O’Farrell

dicembre 5, 2013 § 1 Commento

Un altro libro richiesto su Bookmooch, questa volta per sbaglio, anche se non ricordo nemmeno più qual era il libro che originariamente desideravo.

Michael divide un appartamento con tre scapoli e passa le giornate fra la colazione a letto, i quiz con i coinquilini e qualche ora di lavoro (scrive jingle pubblicitari). Nel fine settimana, però, torna a casa dove recita la parte del marito perfetto e del padre affettuoso di due bimbi. Questa doppia vita è fondamentale per Michael: non solo mente alla moglie facendole credere di lavorare un’enorme numero di ore, ma mente anche ai suoi coinquilini, o per lo meno nasconde il suo matrimonio e la sua paternità (e non per il motivo che starete pensando ora, in realtà Michael è orgogliosamente monogamo). Convinto di aver trovato l’equilibrio perfetto, Michael dovrà rendersi ben presto conto che il suo castello di carte sta definitivamente crollando e correre ai ripari.

The Best a Man Can Get riesce ad essere leggero e divertente, ma, dato l’argomento, e l’incapacità del protagonista di affrontare i problemi e affermare il suo punto di vista, anche molto frustrante (non oso immaginare l’effetto di questa lettura su una mamma). In particolare mi sembra che l’autore non sia riuscito a risolvere con il finale: è evidente a tutti che a un certo punto Catherine, la moglie di Michael, scopre il suo inganno, non vi sto raccontando niente di nuovo. La realtà è che però i due non hanno mai davvero un momento di confronto su quello che è successo, e il finale è risolto con un escamotage che mi è sembrato parecchio scadente (o sarà che ultimamente sono diventata allergica ai colpi di scena? – evidenziare per lo spoiler) ovvero con uno scherzo da parte di Catherine: lei finge che il loro bambino appena nato sia il frutto di un rapporto con il vicino di casa Klaus per vedere la reazione del marito, e quando lui, dopo l’iniziale shock, si offre di occuparsene come se fosse suo, lei accetta di perdonargli il suo inganno. C’è anche da dire che Michael non sembra mai cambiare: nel capitolo finale ci viene semplicemente detto che (i due hanno un rapporto più equilibrato: lei ha ricominciato a lavorare, lui per dei brevi periodi si occupa dei figli giorno e notte, lei non pretende più che faccia le cose a modo suo, lui le fa…). Tutto sommato argomento interessante riflessioni spesso condivisibili e divertenti anche se ovviamente la ‘soluzione’ di Michael non può essere né l’uno né l’altro e anzi per me è risultata parecchio angosciante, ma parte finale deboluccia.

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