The Reading Promise di Alice Ozma

dicembre 9, 2013 § 1 Commento

Il titolo completo di questo memoir è: The Reading Promise: 3,218 Nights of Reading with My Father. Un titolo quanto meno fuorviante, dato che l’autrice parla davvero poco di questi libri condivisi: c’è una lista alla fine, un titolo viene occasionalmente nominato, e all’inizio di ogni capitolo c’è una citazione, ma nel complesso questo è il racconto del rapporto tra Alice Ozma e il padre, e i libri, o meglio la sfida di leggere insieme prima per 100 giorni, poi per 1.000, infine fino al giorno della partenza di Alice per il college, è più che altro una scusa per raccontare gli eventi principali delle loro vite.

Sebbene di facile lettura, non ho capito il vero senso di questo libro: se non parla di libri di cosa parla? Ebbene, parla di una bambina la cui madre se ne va di casa il giorno del Ringraziamento, e il cui padre, impegnato a rastrellare le foglie in giardino, lo realizza solo quando rientra e non trova il tacchino in cottura. Parla di una bambina che trova la madre riversa a terra in cucina dopo un tentato suicidio. Ma questi episodi vengono affrontati con esasperante nonchalance, un’attitudine evidentemente costruita, che mi ha impedito di credere davvero alla voce narrante.

Il padre di Ozma è un bibliotecario di scuola elementare, bravissimo nella lettura ad alta voce e in generale nel suo lavoro. Come padre, è sicuramente molto sopra le righe, ma forse non si può dare troppa importanza a quello che racconta la figlia, narratrice inaffidabile. D’altra parte, le figure della madre e della sorella maggiore, così come quelle delle amiche di Alice, sono così periferiche se non addirittura inesistenti da rendere evidente che l’intero romanzo è praticamente un atto d’amore nei confronti di questo padre single, eccentrico e devoto al suo lavoro, tanto che i capitoli finali si concentrano proprio sui problemi in quest’ultimo campo, quando i presidi delle due scuole in cui lavora decidono di tagliare o ridurre drasticamente le sue ore di lettura, pretendendo che insegni ai bambini l’uso del computer e prendendo altre assurde ed incredibili decisioni.

Personalmente, ho trovato The Reading Promise una gran delusione, ma ho dato un voto intermedio perché penso che, se non mi fossi aspettata qualcosa di completamente diverso, probabilmente l’avrei apprezzato molto di più. Tutto sommato, non mi pare imprescindibile, soprattutto per il tono altamente compiaciuto sia di Alice che, nell’introduzione, del padre.

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