Roseanna di Maj Sjöwall e Per Wahlöö

dicembre 28, 2013 § 1 Commento

ImmagineRoseanna è il primo romanzo della serie dedicata a Peter Beck, investigatore svedese. La serie è scritta insieme da Maj Sjöwall e Per Wahlöö, moglie e marito, negli anni Sessanta, e appartiene al genere del police procedural, ispirandosi ai romanzi polizieschi americani.

La trama è molto semplice: dragando un canale di navigazione in Svezia viene ritrovato il cadavere di una giovane donna, nudo e perciò privo di effetti personali. L’autopsia rivela che è stata seviziata ed assassinata, ma le indagini ristagnano a causa della difficoltà nell’identificazione del corpo e del luogo dell’omicidio. Delle investigazioni si occupa in buona misura il detective Peter Beck, da Stoccolma, estremamente dedito al lavoro nonostante una salute non perfetta e una moglie rompiscatole, nonché due figli che vengono sempre nominati ma non si vedono mai. A metà del libro circa Beck capisce chi è l’assassino, ma non può provarlo in quanto la sua è una convinzione personale e istintiva: mancano le prove, e la polizia deve trovarle.

Il ritmo di investigazione è molto lento (aiuta il fatto che, essendo stato scritto negli anni Sessanta, ovviamente manca tutta la tecnologia odierna) e Beck sembra un sonnambulo il più delle volte. Non c’è tensione se non nella scena finale. La narrazione è piuttosto asettica: nessun personaggio a parte Beck viene descritto abbastanza da permettermi di distinguerlo dagli altri (non aiutano i nomi svedesi, con cui non ho dimestichezza). Il protagonista del resto è un uomo depresso e deprimente la cui dedizione al lavoro è in parte anche una scusa per non tornare a casa dalla famiglia con cui non è in grado di dialogare. Nel complesso ho trovato questo romanzo a tratti difficile da decifrare: si presta a una lettura veloce, ma in qualche modo mi è rimasta l’impressione di non averlo capito del tutto, o che i pezzi non combacino perfettamente. Credo sia dovuto probabilmente al fatto di non essere abituata a questo tipo di narrazione.

Sicuramente il romanzo contiene una delle più malinconiche descrizioni di un matrimonio che io abbia mai letto:

Quell’estate aveva incontrato sua moglie. Lei, insieme a un’amica, aveva affittato una casetta in un’isola dell’arcipelago, dove lui era finito per caso nel suo canotto. Si era innamorato perdutamente e in autunno, quando lei aspettava un bambino, s’erano sposati in municipio; poi lui aveva traslocato nel piccolo appartamento che la ragazza possedeva a Kungsholmen.

Un anno dopo la nascita della figlia, non era rimasto molto della ragazza allegra e frizzante di cui s’era innamorato, e il matrimonio era scivolato nella noia.

Leggo che Roseanna, essendo il primo di una serie concepito in modo molto organico, non è la migliore prova della coppia di autori e che la serie migliora nei volumi successivi, aumentando anche l’approfondimento psicologico dei protagonisti, per cui forse proverò a continuare per vedere come va.

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