The Assassin’s Cloak – An Anthology of the World’s Greatest Diarists

dicembre 31, 2013 § 2 commenti

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A diary is an assassin’s cloak which we wear when we stab a comrade in the back with a pen. – William Soutar

The Assassin’s Cloak è un’antologia di estratti di diari famosi, organizzati in modo cronologico. Molti tra gli autori scelti sono bianchi, maschi e inglesi, ma è una scelta piuttosto trasparente direi. Purtroppo la maggior parte mi è risultata sconosciuta, e quindi mi è stata molto utile la breve biografia in appendice. Alcuni molto interessanti: Louisa May Alcott, E.M. Delafield, Katherine Mansfield, Samuel Pepys (qui in Italia uno sconosciuto, ma in Inghilterra i suoi diari sono famosissimi), Beatrix Potter, Barbara Pym, la regina Vittoria, Virgina Woolf…

Devo ammettere però che la mancanza di note e di un background storico per me è stata molto pesante. Mi rendo conto che i curatori dell’antologia non potevano sicuramente anteporre ad ogni voce una spiegazione, sarebbe stato assurdo, ma in molti casi mi è proprio mancata e so che esiste internet, ma ho letto questo libro quasi sempre pochi minuti prima di dormire, o la mattina in bagno, nei ritagli di tempo insomma, e senza il computer sotto mano.

L’organizzazione in ordine cronologico è stata molto utile per scandire la mia lettura, ma meno riuscita da altri punti di vista. Ad esempio il primo gennaio inizia con una annotazione di Samuel Pepys, nel 1662 (Waking this morning out of my sleep on a sudden, I did with my elbow hit my wife a great blow over her face and nose, which waked her with pain, at which I was sorry, and to sleep again – io al posto della moglie avrei risposto con una bella vasata da notte in testa, altro che to sleep again!) e prosegue con la descrizione di un approccio amoroso di James Boswell (un giudice appassionato di politica e letteratura, che frequentò Samuel Johnson) nel 1763. A seguire: Sir Walter Scott nel 1829 riflette sulla sua vita priva di eventi significativi; i fratelli Goncourt nel 1866 offrono un’osservazione sul comportamento degli inglesi al ristorante, versus quello dei francesi; Alma Mahler-Werfel (amante di Klimt e poi moglie di Mahler) descrive la disfunzione erettile del marito nel 1902; Katherine Mansfield nel 1914 scrive “What a vile little diary! But I am determined to keep it this year.“; Virginia Woolf nel 1915 “We were kept awake last night by New Year Bells. At first I thought they were ringing for victory.“; Ian Maclean (pastore protestante, padre di Alistar Maclean, romanziere scozzese) descrive il suo rituale mattutino. Conclusione con Adrian Mole (fittizio, ragazzino protagonista della serie scritta da Sue Townsend sotto forma di diario) e le sue risoluzioni per il nuovo anno.

Un approccio che è simpatico inizialmente ma che con il tempo richiede più pazienza di quella che ho avuto io, immagino. Non so quale poteva essere l’alternativa, e temo che il raggruppamento per autore sarebbe stato banale nonché noioso. In ogni caso questa lettura mi ha fatto conoscere delle persone nuove, e approfondire la conoscenza di persone che avevo appena sentito nominare. E’ sempre piacevole leggere i pensieri intimi di qualcuno che ha vissuto una vita così diversa dalla mia e alle volte queste voci sono davvero una porta spalancata sul passato. Nel complesso consiglio l’esperienza, soprattutto perché è un libro che si adatta molto bene all’utilizzo per una lettura quotidiana.

Nella cultura religiosa anglosassone (anche americana) è molto forte l’abitudine del devotional reading, ovvero la lettura quotidiana della Bibbia, ma anche di altri testi, religiosi e non, a scopo di riflessione. Il devotional reading può avere anche un’accezione laica e penso che molti di noi abbiano quest’abitudine anche se non la chiamiamo così. E’ molto bello avere un libro che ci può accompagnare per un anno, ma anche di più, o forse di meno, non ha importanza, ma da cui leggere dei brevi estratti ogni giorno come spunto di riflessione. Per me The Assassin’s Cloak ha rappresentato il primo esperimento di questo tipo, e mi è piaciuto abbastanza da voler replicare, solo che è difficile scegliere un altro libro: ovviamente non può essere un romanzo, sarebbe crudele. Penso che farò una cernita di tutti i libri che possiedo che rientrino nel genere non fiction e li accumulerò sul mio comodino, cercando di capire che cosa funziona per me… E voi, avete un libro, chiamiamolo così per comodità, ‘da comodino’?

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§ 2 risposte a The Assassin’s Cloak – An Anthology of the World’s Greatest Diarists

  • […] (Postorino, Rossella La stanza di sopra) abbandonato Pratchett, Terry Streghe all’estero 4/5 Pratolini, Vasco Metello 4/5 Proulx, Annie The Shipping News 4/5 Read, Miss Village Diary 3/5 Riccarelli, Ugo Il dolore perfetto 4/5 Rilke, Rainer Maria Lettere a un giovane poeta 4/5 Rodoreda, Merce Via delle Camelie 3/5 Sayers, Dorothy L. Whose Body? 4/5 Schmitt, Eric-Emmanuel La parte dell’altro 3/5 (Sissel, Barbara Taylor The Ninth Step) abbandonato Roald Dahl Charlie and the Chocolate Factory – rilettura 5/5 Sjowall, Maj Roseanna 3/5 Smith, Dodie The New Moon With the Old 4/5 Autori vari The Assassin’s Cloak 3/5 […]

  • […] Autori Vari – The Assassin’s Cloak 3/5 Questa è un’antologia di diari di grandi personalità, che mi ha accompagnato per tutto […]

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