The New Moon With The Old di Dodie Smith

gennaio 2, 2014 § 2 commenti

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Dodie Smith è l’autrice di I Capture the Castle, nonché de La carica dei 101. Questo romanzo, scritto ed ambientato negli anni Sessanta (anche se decisamente sembra un’epoca parallela ai reali anni Sessanta), è una vera e propria favola: niente nella trama è credibile o realistico, e proprio per questo la lettura è una vera e propria delizia.

Jane Minton lavora come dattilografa e ha appena accettato un impiego come assistente per Rupert Carrington, un uomo d’affari ricco e di successo. Il compito di Jane in realtà consiste principalmente nel rilevare la gestione di Dome House, dove vivono i quattro figli del sig. Carrington e le due domestiche di famiglia, di modo che Clare, la figlia maggiore, possa iscriversi a una scuola d’arte. La prima sera passata a Dome House rivela a Jane quanto accogliente e lussuriosa (ma non realmente lussuriosa, piuttosto nel senso di confortevole e dotata di tutte le comodità) sia la grande casa e di quanto affascinanti e piacevoli siano i quattro Carrington (Richard, Clare, Drew e Merry). L’incantesimo si spezza già il giorno successivo, quando Rupert, durante una visita clandestina alla casa, le rivela che sta per essere incriminato per frode, e deve quindi fuggire all’estero. Purtroppo non ha la possibilità di continuare a mantenere i figli e la casa e le chiede di voler rimanere al suo servizio per un mese per tenere d’occhio i quattro ragazzi, la cui età va dai quattordici ai venti e rotti anni. Ovviamente Jane accetta, essendosi presa una bella cotta per il suo datore di lavoro, e l’intero romanzo è diviso in quattro parti, ognuna delle quali vede un Carrington alle prese con il suo primo volo dal nido, con qualche intermezzo a Dome House.

Merry, pur essendo la più giovane, e ancora in età scolastica per obbligo di legge, è la prima a partire, ovviamente di nascosto, per trovare lavoro in qualche teatro londinese, essendo un’aspirante attrice, di fatto già molto brillante e intelligente. Purtroppo la sua età e inesperienza le remano contro e finisce con l’essere prima ospitata, poi assunta, da un’eccentrica famiglia titolata di campagna (ben lontana da Londra). Drew si propone come dama di compagnia per una signora che vive in splendida casa edoardiana in una cittadina costiera, inizialmente spinto dal suo desiderio di passare un periodo di tempo immerso nella realtà storica sulla quale desidera scrivere. Clare è più passiva, non avendo nessuna passione o sogno, se non quello di diventare l’amante di un re, ma quando la zia si presenta a casa loro, ne è così terrorizzata da fare la valigia ed andarsene di nascosto a Londra per cercare lavoro. Richard è costretto a rimanere a casa e cercare di far quadrare i conti ed accontentare la bisbetica zia, rinunciando al suo lavoro da aspirante compositore, ed è soffocato dalla situazione, specialmente quando l’amante del padre si presenta alla sua porta.

Decisamente consigliato se vi piacciono i sogni ad occhi aperti: il romanzo è assurdo, le tempistiche sono incredibili, così come le coincidenze e gli incontri fortuiti proprio con chi può risolvere il problema del Carrington di turno, ma se l’inverosimiglianza non vi crea problemi, lo consiglio: è una lettura incantevole.

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