When God Was a Rabbit di Sarah Winman

gennaio 16, 2014 § 6 commenti

It was a strange world, one that had already provoked the cruelty of wispers by morning’s end, and yet it was a world that intrigued me and crushed my sense of normality with the decisiveness of a fatal blow. (25)

When God Was a Rabbit è un romanzo di cui hanno parlato tutti, anche se in Italia a dire il vero non mi sembra che abbia avuto un grande seguito (tradotto da Mondadori con il titolo Quando dio era un coniglio). Si tratta dell’esordio di Sarah Winman, di professione attrice.

E’ la storia di Elly, del rapporto con il fratello, della sua famiglia e di amicizie importanti e di persone che in qualche modo diventano famiglia senza esserlo tecnicamente. Parla del passare del tempo, della nostalgia per il passato e delle tragedie che punteggiano la storia umana e personale.

When God Was a Rabbit è tragico senza perdere mai un fortissimo senso dell’umorismo, che lo rende un comfort book perfetto anche se le cose di cui parla sono spesso terribili.  E’ un romanzo farcito di personaggi interessanti e piacevoli e sì, a volte forse un po’ stereotipati. E’ un romanzo che sembra sempre sul punto di cadere nel realismo magico ma si ferma appena in tempo, e così c’è qualche sprazzo di magia ma per il resto è una storia normale. Oddio, normale. Si fa per dire. Perché la famiglia di Elly non è proprio standard e le persone di cui tutti loro si circondano lo sono ancora meno. E si può dire che a loro e agli amici e alla famiglia estesa accade proprio di tutto, forse un po’ troppo, forse a volte si fa un po’ confusione, ma in ogni modo io ho apprezzato ogni pagina, anche quelle frasi che ho dovuto rileggere perché non ne capivo bene il senso.

Mentre leggevo il romanzo, pensavo che non avrei avuto nulla da dire sul tema della generosità, questa volta. Eppure, riflettevo, i personaggi sono brave, bravissime persone. Il punto è che i personaggi di questo libro sono generosi in modo così dismesso da passare – ingiustamente – quasi inosservati. I rapporti fra di loro sono così naturali che ogni atto, anche il più altruistico o difficile, risulta ovvio. Ma ovvio non è per nulla. Forse questa è la vera generosità.

Brava Sarah Winman e scrivi un nuovo libro! Io lo leggerò sicuramente. E potrei perfino rileggere volentieri anche questo.

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