The Discovery di Dan Walsh

gennaio 21, 2014 § 5 commenti

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I’ve been called “the Nicholas Spark of Christian Fiction” and I’m also compared to Richard Paul Evans (The Christmas Box). I’ll let you be the judge of that.
(dal sito dell’autore)

Non mi ricordo esattamente come ho incontrato questo romanzo, ma ricordo che, sebbene inizialmente fossi un po’ perplessa dalla classificazione come ‘Christian Fiction’, ho deciso di dargli comunque una chance e l’ho scaricato da Amazon. Il mio giudizio finale complessivamente è: non male, sicuramente non è didascalico e supponente come l’unico altro romanzo del genere che ho letto (The Christmas Sweater di Glenn Beck) ma nemmeno niente per cui strapparsi i capelli.

Quindi, la trama: Gerard Warner è il più grande scrittore di tutti i tempi e, quando spira serenamente nel sonno, nessuno si stupisce della grande eredità che lascia ai figli e ai nipoti: non solo ottimi ricordi e tanto amore, ma anche un bel po’ di denaro. A Michael, nipote ed aspirante scrittore, lascia anche la sua casa di Charleston. Quando Michael si trasferisce nella nuova casa con la moglie Jenn, scopre un manoscritto inedito e un breve diario che gli fanno capire che il nonno gli ha lasciato in eredità qualcos’altro: un segreto, che lui deve scoprire e riportare alla luce per la famiglia.

Anche se si capisce fin dalla prima pagina del manoscritto qual è il grande segreto, la storia risulta comunque molto avvincente. Il manoscritto è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, e non dico altro perché non voglio rovinare la storia a nessuno, ma è davvero interessante. Michael mi sembra un po’ una testa di rapa, però, e in generale la scrittura è parecchio ingenua e anche poco realistica. Non posso davvero credere che i due protagonisti del manoscritto, Ben e Claire, possano essersi innamorati così profondamente nell’arco di pochi mesi (lei soprattutto, al punto da credere alla storia di Ben – di essersi finto spia nazista solo per poter tornare negli Stati Uniti dopo essere stato trascinato in Germania dai genitori tedeschi e affascinati dal regime hitleriano – e da abbandonare la sua famiglia per vivere una vita da fuggitiva). Inoltre mi pare davvero improbabile che i genitori di Claire accettino così di buon grado di dar via la figlia così perché è Dio che lo vuole, oppure che gli agenti dell’FBI decidano di lasciare Ben libero, rischiando la loro carriera e la loro vita. 

Nonostante i suoi difetti, The Discovery si fa leggere anche se è abbastanza dimenticabile. Io mi aspettavo che la religione avesse un ruolo più importante in questo romanzo, invece di fatto si riduce al nominare Dio e la sua volontà in più punti. Se da una parte temevo che la religione potesse diventare una forma di pedanteria come in The Christmas Sweater, dall’altra speravo che il romanzo fornisse degli spunti di riflessione interessanti su come vivere la vita da cristiani. In realtà questo romanzo è una melensa storia d’amore, con il bonus di un romanzo dentro un romanzo, un’ambientazione storica interessante e un pizzico di mistero.

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