The Price of Silence di Camilla Trinchieri

febbraio 20, 2014 § 2 commenti

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Later I found out from An-ling that the Chinese don’t talk while they’re eating. And when you ask questions, they don’t always tell you how it is. If you ask if they’re hungry, they’ll say no even if they’re starving. “Saving face,” she said. For a while I thought being Chinese is about keeping secrets. An-ling sure had enough of them, but so did Mom and Dad. Then I started keeping some of my own. (67)

Ho scoperto questo romanzo (Il prezzo del silenzio in italiano) ancora quando bazzicavo solo aNobii e non avevo scoperto Goodreads. L’autrice è italo-americana (o meglio, italiana naturalizzata statunitense, figlia di padre italiano e madre americana, recita Wikipedia), e ha lavorato per molti anni a Roma come assistente al doppiaggio per registi come Fellini, Visconti, Wertmuller. Dopo essersi trasferita a Manhattan, ha cominciato a scrivere romanzi in lingua inglese.

The Price of Silence è un giallo, ma anomalo, proprio come piace a me. Segue il processo della protagonista Emma, un’insegnante italo-americana di inglese per stranieri, accusata di aver ucciso la giovane studentessa cinese An-ling. Alle fasi del processo si alternano le riflessioni di Emma, del marito Tom e del figlio adolescente Josh, che rivelano pian piano la realtà del legame tra Emma e An-ling.

L’autrice è bravissima a presentarci questi quattro personaggi in tutta la loro umanità e fragilità: Emma vive sotto il peso di una vecchia tragedia, nascosta e taciuta per anni a tutti, e il rapporto con An-ling, così sola e bisognosa di amore, rappresenta per lei un modo di gestire il suo passato e, in qualche modo, riscattarsi; il marito Tom che non la capisce e soffre per quello che percepisce come un allontanamento; il figlio Josh, immerso nella tempesta dell’adolescenza e comprensibilmente confuso. Emma non è un personaggio in cui è facile immedesimarsi (per fortuna, direi: per riuscirci, bisogna aver condiviso delle esperienze che non auguro a nessuno) però l’autrice riesce a renderla comprensibile. Forse nel romanzo rimane più nell’ombra il marito Tom, che risulta un po’ antipatico e meschino ma ha anche lui le sue ragioni. Josh è adorabile, chi non vorrebbe un figlio del genere, con tutte le sue incertezze? Ed infine c’è An-Ling, una ragazza apparentemente spensierata, che si rivela molto fragile, molto segnata e decisamente manipolatrice, anche se a lei va sicuramente tutta la nostra comprensione.

L’anomalia di questo giallo è che si concentra di più sull’indagine psicologica delle persone coinvolte che sull’omicidio: alla fine si ha un’idea piuttosto chiara di quello che è successo, ma è basata su quello che dichiarano i protagonisti, o che decidono di credere, per cui il dubbio rimarrà sempre e certe cose non vengono esplorate e rimangono inspiegate. Come nella vita, del resto.

Se c’è una riflessione sulla generosità che questo libro mi ha ispirato, è che nella maggior parte dei casi agiamo spinti da un profondo ed impellente bisogno personale anche quando sembra che stiamo facendo un favore al prossimo: Emma aiuta An-ling in un modo esagerato (la frequenta, la sostiene, le procura un loft a bassissima spesa, si trasferisce a vivere con lei) ma lo fa perché ne ha un tornaconto in qualche modo (le sembra di poter riscattare la morte della figlioletta, che lei stessa ha investito in macchina tentando di evitare un cane); Tom dà valore prima di tutto alla famiglia, ma nel processo schiaccia spesso la moglie, seppur guidato dall’amore; Josh bizzarramente è la persona che si interroga più di tutti sulle conseguenze delle sue reazioni, ma alla fine anche lui è spinto, almeno in parte, dall’egoismo: l’attrazione per la bella An-ling. E An-ling stessa è una persona così ferita da non poter far altro che macchinare e ferire gli altri a sua volta.

Romanzo che consiglio caldamente. Ce n’è sicuramente un altro che mi piacerebbe leggere: Finding Alice. Sotto il nome di Camilla T. Crespi ha poi pubblicato una serie di romanzi gialli che però mi sembrano già più tradizionali e meno interessanti.

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