TBR List di aprile

marzo 31, 2014 § 3 commenti

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Ecco l’elenco dei libri che prevedo di leggere questo mese (e che vedete nella foto sopra, a parte quelli in formato digitale, segnati con un asterisco)

* Jon Krakauer – Into the wild
Wilkie Collins – The Woman in White (per il progetto classici)
* Jasper Fforde – The Woman Who Died A Lot (per il progetto serie)
Martin Millar – The Anxiety of Kalix the Werewolf (per il progetto serie)
Stephen King – Shining (rilettura)
Antonio Pennacchi – Canale Mussolini (per il progetto italiani)
Bill Bryson – At Home (libro da comodino)
Edna O’Brien – The Country Girls
Amélie Nothomb – La nostalgia felice
Julia Deck – Viviane Élisabeth Fauville

Questo mese non sono sicura di riuscire a leggere tutto questo, ci sono vari progetti che impegneranno sicuramente il mio tempo :). D’altra parte, sognare è lecito!

Il libro più anticipato è sicuramente The Woman in White, quello più temuto è The Country Girls: non ho idea del perché, ma temo non possa piacermi, anche se ne ho sentito parlare così bene ovunque!
Per il progetto classici, ho scelto The Woman in White: è una vita che desidero leggerlo! Per il progetto libri italiani ho scelto la Canale Mussolini di Antonio Pennacchi – un autore che non conosco per nullaRiprendo la lettura della serie Thursday Next con il settimo volume (l’ultimo pubblicato, ma non l’ultimo della serie, dato che è previsto un ottavo capitolo, Dark Reading Matter, in uscita addirittura nel 2015!) e la lettura della serie dedicata ai lupi mannari di Martin Millar (con il terzo volume, e forse ultimo? della serie). Come rilettura, ovviamente ho scelto Shining, così da poter leggere, il prossimo mese, Doctor Sleep. Il mio libro da comodino è At Home, da tempo desideravo leggerlo e infatti è presente anche nella mia lista di libri da leggere assolutamente nel 2014.

Il libro che possiedo da più tempo è credo At home (settembre 2013), quello più recente è The Woman in White, acquisto di marzo.

E ora, non rimane che leggere! 🙂

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Dead Ever After di Charlaine Harris

marzo 30, 2014 § 2 commenti

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Dead Ever After è il tredicesimo (e ultimo*) volume della serie dedicata a Sookie Stackhouse ad opera di Charlaine Harris. Nonostante abbia scritto molte serie (e chissà cosa scriverà ora) Charlaine Harris è diventata famosa per questa, che poi è stata anche adattata per la tv, lo show è True Blood ovviamente. Sookie è una giovane ragazza della Louisiana, che vive nel paesino di Bon Temps insieme alla nonna e si mantiene facendo la cameriera. La sua vita è maledetta dal ‘dono’ della telepatia, che Sookie ha faticato a padroneggiare durante l’infanzia e che le ha guadagnato la nomea di ‘tipa strana’ dato che le persone normalmente nemmeno davanti l’evidenza trovano facile accettare la sua condizione. La vita di Sookie cambia quando a Bon Temps si trasferisce il primo vampiro mai visto nei paraggi, Bill Compton. In questo mondo infatti i vampiri si sono rivelati agli esseri umani quando una ditta giapponese ha inventato un sangue artificiale. Sookie si sente subito attratta da Bill soprattutto perché non riesce a leggerne i pensieri (questo accade con tutti i vampiri) e la storia d’amore che nasce fra i due la introduce in un mondo inaspettatamente popolato di creature soprannaturali.

Dopo dodici volumi e numerose storie d’amore, è scontato che questo volume avrebbe scontentato qualcuno. A quanto pare, però, leggendo le recensioni su Goodreads, il finale scelto da Charlaine Harris ha scontentato proprio tutti. Lo ammetto: nemmeno io sono particolarmente convinta, però non avevo in mente un candidato preciso per il ‘e vissero felici e contenti’ di Sookie. Il romanzo mi ha divertito, anche se ammetto che rispetto alla media mi è sembrato un po’ sciapo. Tanti personaggi sono stati abbandonati in modo piuttosto brusco e forse anche per questo la Harris ha creato una specie di riassuntino finale* che però non sembra aver pacificato gli animi.

Per me la delusione più grossa consiste nel ritrovarmi priva della mia serie scacciapensieri di preferenza. Se non riuscirò ad appassionarmi a qualche altra serie della Harris, mi toccherò addirittura rileggere questa!

* In realtà, a quanto pare c’è anche questo, una specie di riepilogo di cosa succede a tutti i personaggi del Sookieverse dopo il gran finale. Probabilmente lo leggerò (scorrerò) ma non mi sembra particolarmente interessante.

Diario di Anne Frank

marzo 29, 2014 § 2 commenti

Non voglio far la fine di gran parte della gente, che non ha vissuto per uno scopo. Voglio essere utile o procurare gioia alle persone che vivono attorno a me ma che lo stesso non mi conoscono, voglio continuare a vivere dopo la morte! E per questo sono davvero grata a Dio di avermi fatta nascere dandomi così la possibilità di svilupparmi e di scrivere, e dunque di esprimere quello che ho dentro!

Scrivendo mi libero di qualsiasi cosa, mi passa il malumore, mi si solleva il morale! Ma il problema fondamentale è: riuscirò mai a scrivere qualcosa di grande, sarò mai una giornalista e scrittrice?

Se questo fosse un romanzo, potrei fare una serie di considerazioni.

La prima è che queste pagine riescono benissimo a rendere le frustrazioni e l’esaltazione tipiche dell’età di Anne. Per me sono passati molti anni, eppure ricordo ancora molto bene i piccoli litigi con i miei genitori, la frustrazione di sentirsi trattati da bambini, e l’anelito a qualcosa di più grande, il sapore di sogni grandiosi e assurdi. Anne fa risuonare le sue parole di queste vive emozioni.

La seconda è che la vita di Anne è fin troppo banale: nel bel mezzo di uno dei più grandi disastri della storia umana, lei e i suoi coinquilini si preoccupano del cibo, delle scarpe, dei turni in bagno. Solo raramente le pagine del diario trascendono la quotidianità di una realtà che superficialmente può sembrare quasi normale. E’ in questi momenti che io sobbalzo, come lettrice, perché mi rendo conto di quanto sia improbabile che una persona che deve nascondersi per salvarsi la vita sappia essere tanto pacata da parlare di mitologia e di primi amori – eppure è proprio così.

Perché questo, ovviamente, non è un romanzo, bensì un diario, una testimonianza storica il cui valore è proprio quello di renderci partecipi di una vita, ammirevole o meno, non importa, perché quello che conta è l’umanità di questa ragazzina presa nelle maglie di un evento storico indimenticabile. Come tale, è impossibile dare una valutazione a questo scritto, e trovo abbastanza assurdo trovare nelle varie recensioni online un certo tipo di giudizi (come, ad esempio, il fatto che Anne sia una ragazza viziata: ma davvero?). Leggere certe frasi, ben sapendo cosa è successo ad Anne Frank e alla sua famiglia, è una vera e propria sofferenza.

In ogni caso, una di quelle letture che possono avere o non avere un valore letterario, ma sono necessarie da un punto di vista umano. Forse il diario di Anne Frank ha avuto una sorte migliore di altri scritti dello stesso periodo, diventando universalmente famoso, e forse ci sono altre testimonianze che sono ancora più necessarie di questa, ma le parole di Anne sono una metafora di quanto sia ancora e sempre importante ricordare, riflettere, sperare.

The Beacon di Susan Hill

marzo 28, 2014 § 4 commenti

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Purtroppo non ho trascritto nessuna citazione da questa novella, anche se ci sarebbero state molte occasioni (ma quando leggo lontana dal pc, di solito sono così concentrata che non mi scomodo nemmeno a tenere vicini gli amati segnapagina…)

The Beacon racconta la storia di una famiglia: quattro fratelli e sorelle (Colin, Frank, May, Berenice) crescono in una fattoria insieme ai genitori, John e Bertha. Colin e Berenice si sposano e rimangono in zona. Frank, da sempre solitario e misterioso, si trasferisce a Londra dove trova la sua strada come giornalista. May è la sorella zitella, che ha sempre vissuto con i genitori dopo un tentativo di un anno di studi a Londra. La morte di Bertha diventa un’occasione per tornare indietro nel tempo e riflettere sulle occasioni mancate, l’impossibilità di conoscere veramente qualcuno e un tradimento enorme.

Susan Hill è un genio. Non posso ancora dare un giudizio sui suoi romanzi gotici (ho letto solo, molti anni fa, La donna in neroma dopo A Kind Man Howards’ End is on the Landing, posso tranquillamente annoverarla tra le mie scrittrici preferite. The Beacon rende in modo preciso, poetico e conciso la dura bellezza della vita di fattoria e il fermento della grande città. In poche pagine crea un mondo, dei personaggi vivissimi e degli intrecci coinvolgenti. Fin da subito si capisce che Frank è stato escluso dalla famiglia molti anni prima ma ci vogliono molte pagine per arrivare alla spiegazione. Libro molto triste e toccante.

Weekly Wrap-Up ~ 24 marzo 2014

marzo 25, 2014 § 1 Commento

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La scorsa settimana ho letto pochissimo (lo so che leggere un libro di 600 pagine in una settimana è comunque un risultato). E’ strano perché in realtà non ho avuto tantissimi impegni dopo il lavoro eppure è stato solo grazie alle tre ore di treno di sabato se ho finito The Casual Vacancy (poi nel weekend effettivamente non c’è stato praticamente tempo per fare altro). L’ho trovato un romanzo piacevole ma non esaltante, eppure non riesco a non pensare che il mio giudizio sia pesantemente compromesso dal contesto: se per la Rowling era un romanzo che doveva scrivere (ovvero il primo dopo HP, non solo saga per bambini ma soprattutto saga di successo galattico, quindi un passaggio obbligatorio) anche per noi lettori era un libro che dovevamo leggere, proprio per lo stesso motivo. E’ stato un passaggio piacevole e adesso sono pronta ad altro, però è particolarmente difficile dare un giudizio.
Altro romanzo che ho giudicato in modo improprio questa scorsa settimana è stato Footloose, il terzo romance di una serie che ho apprezzato parecchio (soprattutto il primo). Eppure in questo periodo un romance del genere non riesce proprio a catturare la mia attenzione e, nonostante io sia sicura che si tratta di un libro carino nel suo genere, ho provato un tale senso di rigetto domenica sera da infilarlo nella busta della beneficenza senza pensarci due volte.

Attualmente sto leggendo The Beacon di Susan Hill. Sono già a metà perché è una novella. Questa è una fortuna, in quanto entro lunedì (fine del mese) è previsto che io legga anche Dead Ever After di Charlaine Harris e Lady Susan – I Watson – Sanditon di Jane Austen. In realtà non so se ce la farò, però ci provo. E pensare che speravo di leggere anche Stoner questo mese!

Gli acquisti della settimana:

In trasferta, ho acquistato The Cuckoo’s Calling di J. K. Rowling sotto pseudonimo, The Woman in White di Wilkie Collins e Le ragazze di San Frediano di Vasco Pratolini. Un bel bottino!

I preferiti della settimana:

la prima classe delle Frecce Trenitalia

i pranzi improvvisati con amici che non vedi da tempo

gli aperitivi con i colleghi

Lo spreferito:

niente in particolare, devo dire che sono fortunata! 🙂

Buone letture a tutti!

The Casual Vacancy di J. K. Rowling

marzo 24, 2014 § 5 commenti

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He tried to give his wife pleasure in little ways, because he had come to realize, after nearly two decades together, how often he disappointed her in the big things. It was never intentional. They simply had very different notions of what ought to take up most space in life.

E’ impossibile, direi, parlare di questo romanzo senza nominare la famosa saga di Harry Potter, quindi mi tolgo il pensiero subito: The Casual Vacancy non ha nulla in comune con i precedenti libri di J. K. Rowling. Si tratta infatti dell’impietosa rappresentazione di una cittadina inglese di provincia, un affresco corale alla Peyton Place (connessione non mia – anche se ho letto il libro – ma omaggio di Stephen King e della sua recensione su Goodreads!) che rivela le meschinità, i peccati e i segreti di una comunità come tante altre. Onestamente, credo che un romanzo con questa trama avrebbe attirato la mia attenzione anche se non fosse stato scritto dalla Rowling, dato che amo i romanzi ambientati in provincia e in cui magari non succede molto a livello di trama, perché sono focalizzati sulle relazioni tra le persone.

Quello che il romanzo ci propone è lo studio di una cittadina di provincia attraverso l’espediente di descrivere il vuoto lasciato da uno dei suoi abitanti, un consigliere, Barry Fairbrother, amato da molti e odiato da altrettanti. Le due fazioni politiche del paese (la politica locale si basa fondamentalmente sulla necessità di integrare o, al contrario, espellere dai confini cittadini una zona popolare, degradata e di recente costruzione, i Fields) si litigano disperatamente questo posto vacante, sfoderando tutte le armi possibili e rivelando la loro vera natura.

L’aspetto che mi è piaciuto di più del romanzo è stata proprio la scelta di far girare tutta l’azione intorno a una persona che non c’è più, e la cui assenza ha ribaltato tanti equilibri. I personaggi sono molti, ma perfettamente delineati e mai, in nessun momento, ho confuso qualcuno di loro o mi sono persa negli intrecci.

Quello che ho apprezzato di meno, credo, è l’atmosfera di disperazione che grava sul romanzo, nonostante in qualche caso le tragedie che si sviluppano causano uno sblocco e una sensibilizzazione nei personaggi coinvolti. Diciamo che forse sarebbe stato più facile simpatizzare con chi è riuscito a guardare un po’ più in là dei propri piedi se i personaggi fossero stati meno. L’impostazione corale è perfetta per gli scopi dell’autrice però ovviamente causa anche una certa distanza dai singoli personaggi. Inoltre l’autrice sembra aver voluto inserire nel romanzo tutte le problematiche del mondo, e a tratti suona un po’ inverosimile che in un centro di provincia si riuniscano tutte queste aberrazioni sociali e familiari (per esempio l’idea che tre ragazzi della stessa cittadina abbiano problemi familiari così pesanti da decidere di punire uno dei genitori rivelando online un loro ‘segreto’ mi sembra un po’ azzardata).

Nel complesso un bel romanzo, che forse non avrebbe sofferto di qualche sforbiciatina. La Rowling è un’attenta osservatrice dei comportamenti umani, ma forse in queste pagine non è stata così convincente come nei precedenti romanzi (Il dramma di Krystal, ragazza dei Fields afflitta da madre tossicodipendente, che alla fine del romanzo si suicida perché, nel tentativo di salvare il fratellino Robbie dalla vita che ha dovuto subire lei, ne provoca involontariamente la morte, mi ha colpito moltissimo – mi sono messa a piangere in pubblico a questo punto. Eppure continua a sembrarmi che manchi qualcosa.). Bravissima perché ha costruito un romanzo avvincente e per nulla pesante intorno a un episodio di politica di provincia (onestamente non il più esaltante degli argomenti) però devo dire che dello stesso genere ho preferito South Riding di Winifred Holtby. The Casual Vacancy non mi ha fatto innamorare, però mi ha convinta che la Rowling sa scrivere anche per adulti, funziona, e quindi ho già acquistato The Cuckoo’s Calling per continuare quest’avventura con lei.

Weekly Wrap-Up ~ 17 marzo 2014

marzo 18, 2014 § 3 commenti

Riepilogo velocissimo di cui mi ero, a dire il vero, più o meno dimenticata. La settimana scorsa ho letto The Last Runaway di Tracy Chevalier e Venuto al mondo di Margaret Mazzantini. Nessuno dei due mi ha entusiasmato, anche se ho letto volentieri il primo (il secondo, un po’ l’ho odiato, un po’ l’ho tollerato – nel complesso sono contenta di averlo letto, ma solo perché mi sta confermando l’idea che la Mazzantini non faccia per me: mi manca solo un romanzo per abbandonarla definitivamente al suo destino).

Attualmente sto leggendo The Casual Vacancy della Rowling, con grande compiacimento, anche, perché mi sta piacendo molto, ma con grande lentezza, purtroppo. Fortunatamente non è uno di quei libri che perde, letto a spizzichi. Il mio programma settimanale sarebbe di finirlo, e di leggere anche Footloose (che, contrariamente a quanto verrebbe da pensare, non ha nulla a che fare con il film degli anni Ottanta, ma è semplicemente un romance).

Gli acquisti della settimana:

Nessuno…non me lo merito un acquisto ancora, ma chissà, forse la prossima settimana…

I preferiti della settimana:

un trifoglio rosso spuntato a sorpresa in giardino

l’acquisto di un paio di scarpe che chissà se porterò mai, ma sono bellissime…

pianificare viaggi e mini-fughe

Lo spreferito:

la macchina che ti abbandona nel parcheggio del lavoro, ma come ogni prima donna che si rispetti si rifiuta di svelare i suoi guasti al meccanico…

Buone letture a tutti!

Dove sono?

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