The Little Stranger di Sarah Waters

marzo 10, 2014 § 10 commenti

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Imagine something loosening itself from one of those corners. Let’s call it – a germ. And let’s say conditions prove right for that germ to develop – to grow, like a child in the womb. What would this little stranger grow into? A sort of shadow-self, perhaps: a Caliban, a Mr Hyde. A creature motivated by all the nasty impulses and hungers the conscious mind had hoped to keep hidden away: things like envy, and malice, and frustration… (349)

Sarah Waters è una bravissima scrittrice gallese, nota per il suo romanzi storici, ambientati in epoca vittoriana (e spesso con protagoniste lesbiche). Di suo ho già letto Ladra nel lontano 2010. Era da tempo che volevo leggere anche The Little Stranger e finalmente ci sono riuscita.

The Little Stranger (L’ospite) è una ghost story. Centrale nel romanzo è l’ammirazione, se non proprio la venerazione che il protagonista e narratore dottor Faraday prova nei confronti di Hundreds Hall, l’antica dimora della famiglia Ayres. Se da bambino ci era entrato di soppiatto, in qualità di figlio di una delle domestiche, ora, nel secondo dopoguerra, ci torna in qualità di medico di famiglia. Hundreds Hall è sfortunatamente in rovina: i proprietari – la vedova del Colonnello Ayres e i due figli, Roderick e Caroline – stanno facendo il possibile per mantenerla in piedi ma non ci sono soldi e la loro è una missione senza speranza.

Anche se io non l’ho vissuto come un difetto, ammetto che The Little Stranger potrebbe risultare un po’ lento, ma nel confronto tra gli ultimi rappresentanti dell’aristocrazia locale, ora decaduti, impoveriti, impossibilitati a mantenere la casa di famiglia, e il dottore, un uomo del popolo che si è innalzato al di sopra della sua classe sociale, c’è un intero mondo, sapientemente esplorato dall’autrice, che da solo meriterebbe la lettura. Ovviamente c’è dell’altro. Il dottor Faraday è affascinato dalla casa ma anche dai suoi abitanti, e diviene il loro medico, il loro confidente, un amico perfino, e infine pretendente alla mano di Caroline. La famiglia ha molti problemi ma pian piano gli incidenti e gli eventi inspiegabili che si verificano ad Hundreds Hall si accumulano e la famiglia comincia a credere che la casa sia infestata. E’ davvero così o forse c’è un’altra spiegazione, molto più terrena?

Al di là della preziosa ambientazione storica e analisi di un’epoca dell’autrice, ho trovato godibilissima la trama gotica, anche se – come già anticipato – alcuni lettori potrebbero trovare la narrazione lenta, e soprattutto, credo, il finale poco soddisfacente. Per me, invece, il romanzo è perfetto anche da questo punto di vista. Il finale è ambiguo abbastanza da permettere di poter interpretare la vicenda in almeno tre modi diversi, ma per me tutti gli indizi puntano in una direzione ben precisa.

SPOILER (evidenziare per leggere): E’ molto probabile che l’intruso del titolo sia lo stesso dottor Faraday, che coglie prontamente la prima occasione per insinuarsi nella vita di Hundreds Hall, arrivando addirittura a fidanzarsi con Caroline Ayres. Secondo questa ipotesi, inizialmente gli incidenti sarebbero stati provocati da Faraday per guadagnarsi la fiducia degli Ayres. Successivamente, il suo intervento sarebbe stato rivolto a mettere fuori gioco chi poteva essere d’intralcio al suo sogno di diventare il padrone di Hundreds Hall. E’ possibile pensare che il ruolo del dottore sia stato consapevole come no e che ci sia comunque stata una dose di soprannaturale. Le ipotesi alternative sono a) l’esistenza di un fantasma vero e proprio, possibilmente il fantasma della prima figlia della vedova Ayres, Susan; b) la follia ereditaria degli Ayres, che ha fatto impazzire man mano tutti e tre gli eredi.

Romanzo decisamente avvincente e caldamente consigliato!

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§ 10 risposte a The Little Stranger di Sarah Waters

  • Ludo ha detto:

    Questo mi ispira parecchio. Tra l’altro io ho un debole per le storie di fantasmi… fantasmi di qualunque tipo.

    Quello che mi ha sempre tenuta lontana da questo romanzo è l’ambientazione posteriore alla Seconda guerra mondiale… è un periodo con cui non mi sento molto a mio agio. Devo ammettere, tuttavia, che questa storia mi sconfinfera parecchio.

  • abrightshininglie ha detto:

    @Ludo: come mai l’ambientazione post WII non ti mette a tuo agio? Io penso che come ambientazione in questo romanzo si rifletta molto sul rapporto tra il protagonista e la famiglia, che prima della guerra non sarebbe stato neanche possibile, credo. Però al di là di questo ho trovato l’atmosfera creata dall’autrice piacevolmente inquietante… riesce a dare i brividi con pochi accenni e ancor meno parole…

  • […] scorsa settimana ho concluso Storia di chi fugge e di chi resta, come anticipato, e anche The Little Stranger, ma sono riuscita solo ad iniziare The Last Runaway, che peccato! D’altra parte sono state […]

  • Ludo ha detto:

    Sostanzialmente perché noto due approcci narrativi: l’ambientazione esotico-storica e il main-stream che sfora nel contemporaneo. Alcune volte preferisco il primo approccio (tipo The Victorian chaisse-longue di Marghanita Laski), altre il secondo (tipo i libri di Winifred Wolfe.)

    Diciamo che ci penso sempre molto, molto bene prima di acquistare un libro ambientato nel dopoguerra: trama, temi e genere devono incastrarsi in modo a me congeniale.

    Che casino… spero si sia capito qualcosa.

  • abrightshininglie ha detto:

    Non saprei categorizzare questo! Non che io sia un granché quando si tratta di etichettare! Forse potrei considerarlo una rivisitazione moderna del romanzo gotico vittoriano, anche se detta così forse ti farei scappare! 😀 Complimenti per la capacità d’analisi comunque, mi stai facendo riflettere sulle mie ultime letture… anche se purtroppo sono quasi tutte molto moderne!

  • Ludo ha detto:

    In realtà questo mi ispira molto. Sicuramente il fatto che si tratti di una storia di fantasmi — tradizionali, della mente o fabbricati che siano — aiuta parecchio. Me lo rende un pochino più esotico.

  • abrightshininglie ha detto:

    @Ludo: sono molto curiosa di sentire il tuo parere quando lo leggerai!

  • Phoebes ha detto:

    Sembra davvero interessante! La lunghezza di cui parli mi impensierisce un po’, ma allo stesso tempo di incuriosisce moltissimo! Non ho letto le parti spoiler perché penso che prima o poi lo leggerò!

  • abrightshininglie ha detto:

    @Phoebes: è lunghetto ma è davvero scorrevole. Io ci ho messo una settimana a leggerlo, ma solo perché ho avuto pochissimo tempo, purtroppo! Vedrai, volerà!

  • […] Diario senza voto Elena Ferrante – Storia di chi fugge e di chi resta 4/5 Sarah Waters The Little Stranger 5/5 Tracy Chevalier – The Last Runaway 3/5 Margaret Mazzantini – Venuto al mondo 2/5 J. K. […]

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