The Casual Vacancy di J. K. Rowling

marzo 24, 2014 § 5 commenti

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He tried to give his wife pleasure in little ways, because he had come to realize, after nearly two decades together, how often he disappointed her in the big things. It was never intentional. They simply had very different notions of what ought to take up most space in life.

E’ impossibile, direi, parlare di questo romanzo senza nominare la famosa saga di Harry Potter, quindi mi tolgo il pensiero subito: The Casual Vacancy non ha nulla in comune con i precedenti libri di J. K. Rowling. Si tratta infatti dell’impietosa rappresentazione di una cittadina inglese di provincia, un affresco corale alla Peyton Place (connessione non mia – anche se ho letto il libro – ma omaggio di Stephen King e della sua recensione su Goodreads!) che rivela le meschinità, i peccati e i segreti di una comunità come tante altre. Onestamente, credo che un romanzo con questa trama avrebbe attirato la mia attenzione anche se non fosse stato scritto dalla Rowling, dato che amo i romanzi ambientati in provincia e in cui magari non succede molto a livello di trama, perché sono focalizzati sulle relazioni tra le persone.

Quello che il romanzo ci propone è lo studio di una cittadina di provincia attraverso l’espediente di descrivere il vuoto lasciato da uno dei suoi abitanti, un consigliere, Barry Fairbrother, amato da molti e odiato da altrettanti. Le due fazioni politiche del paese (la politica locale si basa fondamentalmente sulla necessità di integrare o, al contrario, espellere dai confini cittadini una zona popolare, degradata e di recente costruzione, i Fields) si litigano disperatamente questo posto vacante, sfoderando tutte le armi possibili e rivelando la loro vera natura.

L’aspetto che mi è piaciuto di più del romanzo è stata proprio la scelta di far girare tutta l’azione intorno a una persona che non c’è più, e la cui assenza ha ribaltato tanti equilibri. I personaggi sono molti, ma perfettamente delineati e mai, in nessun momento, ho confuso qualcuno di loro o mi sono persa negli intrecci.

Quello che ho apprezzato di meno, credo, è l’atmosfera di disperazione che grava sul romanzo, nonostante in qualche caso le tragedie che si sviluppano causano uno sblocco e una sensibilizzazione nei personaggi coinvolti. Diciamo che forse sarebbe stato più facile simpatizzare con chi è riuscito a guardare un po’ più in là dei propri piedi se i personaggi fossero stati meno. L’impostazione corale è perfetta per gli scopi dell’autrice però ovviamente causa anche una certa distanza dai singoli personaggi. Inoltre l’autrice sembra aver voluto inserire nel romanzo tutte le problematiche del mondo, e a tratti suona un po’ inverosimile che in un centro di provincia si riuniscano tutte queste aberrazioni sociali e familiari (per esempio l’idea che tre ragazzi della stessa cittadina abbiano problemi familiari così pesanti da decidere di punire uno dei genitori rivelando online un loro ‘segreto’ mi sembra un po’ azzardata).

Nel complesso un bel romanzo, che forse non avrebbe sofferto di qualche sforbiciatina. La Rowling è un’attenta osservatrice dei comportamenti umani, ma forse in queste pagine non è stata così convincente come nei precedenti romanzi (Il dramma di Krystal, ragazza dei Fields afflitta da madre tossicodipendente, che alla fine del romanzo si suicida perché, nel tentativo di salvare il fratellino Robbie dalla vita che ha dovuto subire lei, ne provoca involontariamente la morte, mi ha colpito moltissimo – mi sono messa a piangere in pubblico a questo punto. Eppure continua a sembrarmi che manchi qualcosa.). Bravissima perché ha costruito un romanzo avvincente e per nulla pesante intorno a un episodio di politica di provincia (onestamente non il più esaltante degli argomenti) però devo dire che dello stesso genere ho preferito South Riding di Winifred Holtby. The Casual Vacancy non mi ha fatto innamorare, però mi ha convinta che la Rowling sa scrivere anche per adulti, funziona, e quindi ho già acquistato The Cuckoo’s Calling per continuare quest’avventura con lei.

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§ 5 risposte a The Casual Vacancy di J. K. Rowling

  • Ludo ha detto:

    Io non l’ho letto, ma a mia mamma è paciuto.

    Mi ispira di più The Cuckoo’s Calling, un altro che è piaciuto alla mia mamma (che, però, continua a evitare Harry Potter!)

  • abrightshininglie ha detto:

    Nemmeno io l’ho trovato brutto eh! Probabilmente se fosse stato di un altro autore l’avrei apprezzato di più, ma così avevo delle aspettative mostruose, anche se ho cercato di non averle (ma come si fa?). The Cuckoo’s Calling l’ho preso proprio sabato, per cui prossimamente mi cimenterò!
    Ma tua mamma continua a evitare HP perché è fantasy o per altri motivi? 🙂 Mia mamma dice sempre che non sopporta i libri irreali! Eh eh

  • Ludo ha detto:

    Oh mamma, in effetti mia mamma legge pochi libri fantasy, ora che ci penso bene. Si butta più sulla letteratura main stream o sui gialli. Ultimamente ha fatto qualche eccezione per i romanzi di Kerstin Gier, ma solo perché sono estremamente veloci e divertenti, credo… roba che si legge quando ha una giornata libera e si vuole iniettare una bella dose di buon umore, senza troppi pensier.

    Dopo aver letto i due libri della Rowling, tuttavia, è rimasta colpita perché mi ha confessato che l’autrice è riuscita a cambiare stile da The casual vacancy a The Cuckoo’s calling, sorprendendola. Credo che continuerà a evitare Harry Potter (non fosse altro perché a casa l’abbiamo solo in lingua inglese,) ma non si può mai dire.

  • abrightshininglie ha detto:

    Io penso che non l’avrei mai letto se non avessi cominciato con il primo quando ancora non c’era tutta questa mania… E anche se ero già grande quando è uscito il primo, mi rimarrà per sempre nel cuore! 🙂 Comunque molto bella l’idea che sia riuscita a cambiare stile da un romanzo all’altro, a questo punto sono ancora più curiosa…

  • […] – The Last Runaway 3/5 Margaret Mazzantini – Venuto al mondo 2/5 J. K. Rowling – The Casual Vacancy 3/5 Leanne Banks – Footloose abbandonato Susan Hill – The Beacon 4/5 Charlaine Harris […]

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