Diario di Anne Frank

marzo 29, 2014 § 2 commenti

Non voglio far la fine di gran parte della gente, che non ha vissuto per uno scopo. Voglio essere utile o procurare gioia alle persone che vivono attorno a me ma che lo stesso non mi conoscono, voglio continuare a vivere dopo la morte! E per questo sono davvero grata a Dio di avermi fatta nascere dandomi così la possibilità di svilupparmi e di scrivere, e dunque di esprimere quello che ho dentro!

Scrivendo mi libero di qualsiasi cosa, mi passa il malumore, mi si solleva il morale! Ma il problema fondamentale è: riuscirò mai a scrivere qualcosa di grande, sarò mai una giornalista e scrittrice?

Se questo fosse un romanzo, potrei fare una serie di considerazioni.

La prima è che queste pagine riescono benissimo a rendere le frustrazioni e l’esaltazione tipiche dell’età di Anne. Per me sono passati molti anni, eppure ricordo ancora molto bene i piccoli litigi con i miei genitori, la frustrazione di sentirsi trattati da bambini, e l’anelito a qualcosa di più grande, il sapore di sogni grandiosi e assurdi. Anne fa risuonare le sue parole di queste vive emozioni.

La seconda è che la vita di Anne è fin troppo banale: nel bel mezzo di uno dei più grandi disastri della storia umana, lei e i suoi coinquilini si preoccupano del cibo, delle scarpe, dei turni in bagno. Solo raramente le pagine del diario trascendono la quotidianità di una realtà che superficialmente può sembrare quasi normale. E’ in questi momenti che io sobbalzo, come lettrice, perché mi rendo conto di quanto sia improbabile che una persona che deve nascondersi per salvarsi la vita sappia essere tanto pacata da parlare di mitologia e di primi amori – eppure è proprio così.

Perché questo, ovviamente, non è un romanzo, bensì un diario, una testimonianza storica il cui valore è proprio quello di renderci partecipi di una vita, ammirevole o meno, non importa, perché quello che conta è l’umanità di questa ragazzina presa nelle maglie di un evento storico indimenticabile. Come tale, è impossibile dare una valutazione a questo scritto, e trovo abbastanza assurdo trovare nelle varie recensioni online un certo tipo di giudizi (come, ad esempio, il fatto che Anne sia una ragazza viziata: ma davvero?). Leggere certe frasi, ben sapendo cosa è successo ad Anne Frank e alla sua famiglia, è una vera e propria sofferenza.

In ogni caso, una di quelle letture che possono avere o non avere un valore letterario, ma sono necessarie da un punto di vista umano. Forse il diario di Anne Frank ha avuto una sorte migliore di altri scritti dello stesso periodo, diventando universalmente famoso, e forse ci sono altre testimonianze che sono ancora più necessarie di questa, ma le parole di Anne sono una metafora di quanto sia ancora e sempre importante ricordare, riflettere, sperare.

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