Viviane Élisabeth Fauville di Julia Deck

maggio 6, 2014 § 2 commenti

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Non ne sei del tutto certa, ma hai l’impressione di aver fatto, quattro o cinque ore fa, qualcosa che non avresti dovuto fare. Cerchi di rammentare la concatenazione dei tuoi atti, di ricostruirne la sequenza, ma ogni volta che riesci a isolarne uno, questo, invece di far riemergere automaticamente il ricordo del successivo, ripiomba subito nel buco nero in cui si è trasformata la tua memoria. (9)

Viviane Élisabeth Fauville ha conquistato il web, dato che nei mesi scorsi lo vedevo consigliato ovunque. Romanzo d’esordio della francese Julia Deck, racconta in poche, pochissime, ma estremamente dense ed angoscianti pagine, la storia dell’eponima protagonista:

Ti chiami Viviane Élisabeth Fauville, in Hermant. Hai quarantadue anni e il 23 agosto hai dato alla luce la tua prima figlia, che molto probabilmente rimarrà anche l’unica. Sei la responsabile della comunicazione della Bétons Biron, un’azienda con un alto fatturato che ha sede in un edificio di otto piani in rue de Ponthieu, a due passi dagli Champs-Élisées. Nella hall alcune hostess, sottili e appiccicose come le strisce di plastica delle tende che un tempo si usava appendere in cucina, intrattengono i clienti con ammiccanti amenità. (14)

Se inizialmente il romanzo rispecchia la confusione di Viviane, che ha l’impressione di averla combinata grossa, ma nessun ricordo preciso a sostegno, ben presto la memoria ritorna e non lascia spazio ad interpretazioni: Viviane ha ucciso il suo analista, reo di non saperla aiutare (nonché di non considerarla una paziente interessante). Da questo punto non rimane che scoprire se la protagonista la scamperà o meno (ha buone prospettive, ma è anche maniacalmente desiderosa di attenzioni (Viviane si accorge che non fanno minimamente caso a lei – anche per loro è invisibile, come per tutti gli altri, lo psicoanalista, la polizia, e via dicendo. 36) nonché morbosamente interessata agli altri protagonisti della vicenda (la moglie e l’amante della vittima, gli altri sospettati), che inizia a pedinare e con cui addirittura attacca disinvoltamente bottone.

Posso dare un consiglio relativamente a questo romanzo? Abbassate le aspettative. Io credo che sia stato questo il mio problema: questo romanzo è stato vittima della sindrome del ‘libro più bello dell’anno’. Viviane Élisabeth Fauville è un romanzo molto bello: un noir angosciante, scritto benissimo, lungo il giusto, inquietante q.b.. Eppure io continuavo ad aspettarmi, pagina dopo pagina, chissà che cosa. Appunto: che cosa? La rivelazione del secolo? Ho inseguito una chimera per 129 pagine, perdendomi, temo, la realtà di un libro ben scritto.

C’è anche da dire che io a volte gestisco bene le ambiguità, ma questo non è stato proprio il caso: non ho ancora capito se la protagonista l’ha ucciso davvero questo benedetto psicoanalista (e l’omino grigio e gentile con tre vestiti è stato incastrato dalla casualità) oppure se è un parto della sua mente concepito per vendicarsi (?) di tutti coloro che la ritengono così noiosa e poco interessante da poterla trattare nel più bieco dei modi. E c’è anche un’altra cosa che mi ha lasciato perplessa: ma questa madre dove la mettiamo? La protagonista sembra sapere che è morta da anni, tuttavia allo stesso tempo sembra convinta che sia ancora viva. O è forse ancora viva?

In conclusione: non sono sicura di volerlo consigliare, se non agli amanti del genere. D’altra parte, forse è proprio il tipo di romanzo che soffre di troppe attenzioni, e che sarebbe bene riscoprire impolverato fra qualche anno.

 

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§ 2 risposte a Viviane Élisabeth Fauville di Julia Deck

  • Ludo ha detto:

    Questo libro mi ispira perché è un noir corto. Com’è come non è, certe storie più sono corte, meglio rendono, specialmente se sono scritte bene. Tra l’altro, io non ho vissuto tutto l’hype in cui, invece, ti sei imbattuta tu, quindi, chissà, potrei anche prenderlo in considerazione come futura, piacevole lettura, senza aspettarmi il capolavoro dell’anno.

  • abrightshininglie ha detto:

    Si, questo è sicuramente scritto bene e la lunghezza, come dici tu, è perfetta. Sarei molto curiosa di leggere la tua opinione!

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