The End of the Affair di Graham Greene

giugno 16, 2014 § 6 commenti

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Romanzo inaspettato da parte di un autore che consideravo erroneamente ‘solo’ uno scrittore di genere (spionaggio). In realtà sapevo che Greene è un autore importante e ho anche letto un suo romanzo, di cui però mi ricordo davvero poco (L’americano tranquillo) anche perché l’ho letto sicuramente più di dieci anni fa. The End of the Affair è un romanzo che fra l’altro non parla per nulla di spionaggio, ma è ambientato nella Londra del secondo dopoguerra (quindi un’ambientazione fra le mie preferite) e racconta la storia di un triangolo amoroso che può sembrare un argomento classico ma in realtà qui viene trattato in modo poco convenzionale.

Il narratore del romanzo è Maurice Bendrix, uno scrittore piuttosto famoso. Dopo aver incontrato per caso Henry Miles, un funzionario pubblico di sua conoscenza, e aver scoperto che è in crisi perché teme che la moglie lo stia tradendo, Bendrix ripensa alla sua relazione proprio con la moglie di Miles, Sarah Bertram, una relazione interrotta non per sua volontà qualche anno prima. Lo scrittore, che si stava riprendendo da questo abbandono, ricade nella sua ossessione amorosa e, là dove il marito non vuole arrivare al punto di indagare sulla moglie per capire che cosa sta succedendo, lui senza troppi scrupoli assolda un investigatore privato. Avviso che da questo momento ci saranno enormi spoiler, non oscurati.

Il romanzo parla soprattutto dell’ossessione di Bendrix per Sarah, non solo nel presente narrativo ma anche nel passato, nella storia che lui ripercorre dopo questo incontro con il marito, che è una storia caratterizzata da parte sua dall’incapacità di abbandono nella relazione e di fiducia nella propria compagna, causata dalla consapevolezza di non poter avere un futuro come coppia. In realtà quando Bendrix si ritrova a leggere il diario di Sarah, sottratto dall’investigatore, scopre che lei lo ha sempre amato moltissimo, e che lo ha lasciato per uno scrupolo morale/spirituale: durante il loro ultimo convegno amoroso nell’appartamento di Bendrix, era infatti iniziato un bombardamento. Bendrix, sceso in ingresso per verificare la disponibilità del rifugio dello stabile, viene colpito da alcune macerie. Sarah, rimasta in camera, accorre e lo trova apparentemente morto. Tornata nella stanza in stato di shock, si ritrova, pur non credente, a pregare Dio di riportare in vita il suo amante, promettendo in cambio di rinunciare a lui. Quando dopo pochi minuti Bendrix la raggiunge, illeso, Sarah si convince di aver assistito ad un miracolo ed è proprio questo il motivo per cui lo abbandona, anche se a lui non spiega il perché, e addirittura inizia un percorso religioso molto contrastato e difficile.

La religione a cui Sarah si rivolge per cercare di capire che cosa è successo è il cattolicesimo, a cui lo stesso autore si era convertito, non senza perplessità che riverberano anche nella sua produzione letteraria (questo aspetto mi ha ricordato moltissimo i romanzi di Muriel Spark). La stessa trama di questo libro sembra aver avuto almeno parzialmente ispirazione autobiografica. Il romanzo ha un finale tragico da diversi punti di vista: superficialmente, è tragico perché Sarah muore per un infreddatura non curata proprio quando lei e Bendrix stavano per ricongiungersi. D’altra parte, sembra che Sarah non volesse tornare con Bendrix perché una parte di lei, anche se non completamente, era comunque convinta di avere a che fare con un Dio. Si può anche pensare che lei si sia lasciata morire proprio per evitare di cadere in questa tentazione.

Da agnostica, ho sempre grosse difficoltà a immedesimarmi nelle storie di fede, perché spesso la religione sembra chiedere dei sacrifici che non hanno senso (d’altra parte è proprio per questo motivo che si parla di fede). In questo caso però il romanzo ha un’attrattiva particolare nella figura della sua protagonista. Sarah infatti è il prototipo della donna superficiale: non solo tradisce il marito con Bendrix, ma prima e dopo questa relazione, e forse anche durante, lo tradisce anche con altri uomini. In realtà pur essendo spregiudicata, Sarah è una persona molto reale, molto onesta, e quando avviene questo episodio miracoloso che per lei è profondamente traumatico, ha il coraggio di mettere in discussione tutta la sua vita. Il marito e l’amante, d’altra parte, hanno di lei un’immagine che non è reale, ma una proiezione che si rifiutano di mettere in discussione, minimizzando ciò che per lei è un’autentica crisi morale e religiosa e che nel finale sembra anche essere supportata da tutta una serie di segnali che pian piano emergono. E’ proprio questo l’aspetto che mi ha intrigato di più nel romanzo, l’immagine di una donna complicata ma a cui viene negato il diritto alla profondità. Sicuramente questa lettura mi invoglia a continuare a leggere i romanzi di Greene.

 

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§ 6 risposte a The End of the Affair di Graham Greene

  • Ludo ha detto:

    Ho questo romanzo e me lo sto tenendo da parte da un annetto ormai… In realtà è da tempo che non vedo l’ora di leggerlo, ma, come al solito, so many books, so little time, senza contare che, al contrario di te, lettrice disciplinata, la mia scorta di libri/TBR tende a infinito!

    Il libro l’ho in Italia. Il che significa che, con tutta probabilità, non potrò metterci le mani sopra prima di settembre. A quel punto, vedremo se sarà ancora tra i titoli intesta alla classifica tra quelli da leggere o se sarà stato superato da qualcos’altro.

  • abrightshininglie ha detto:

    Ah, come ti capisco! 🙂
    Magari la mia TBR list ora è più ordinata e ristretta, ma i libri che desidero leggere sono ancora, ovviamente, una massa in rivolta!

  • Lightblue ha detto:

    di questo libro conservo il ricordo di una bellissima citazione:
    “Voglio dire soltanto che desidero tu sia felice. Odio che tu sia infelice. Non m’importa qualunque cosa tu faccia, purchè ti renda felice”.
    “Fai per trovarti una scusa. Se io vado a letto con qualcun’altra tu pensi di poter fare lo stesso, in qualsiasi momento. ”
    “Non l’hai azzeccata. Io voglio che tu sia felice, ecco tutto.”
    “Mi prepareresti anche il letto?”
    “Forse”.

    Il resto, invece, non mi ha convinto purtroppo!

  • abrightshininglie ha detto:

    E’ vero, l’amore di Sarah per Bendrix è riassunto benissimo dalla citazione che hai riportato! 🙂 Io l’ho trovato molto interessante come romanzo, ma capisco che possa non convincere, è davvero strano!

  • Phoebes ha detto:

    Ho letto questo libro tempo fa, e devo dire che non mi è piaciuto, in particolare per il protagonista/narratore, che ho odiato per tutto il tempo! Pr il resto poi ricordo poco…

  • abrightshininglie ha detto:

    @Phoebes: il protagonista/narratore effettivamente è odioso, terribilmente egoista…

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