Clouds of Witness di Dorothy L. Sayers

giugno 29, 2014 § 3 commenti

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Questo romanzo è un giallo britannico classico e fa parte di una serie con protagonista l’investigatore Lord Peter Wimsey. L’autrice è famosissima in patria soprattutto per questi volumi, anche se in realtà era donna dai molti talenti, infatti lei stessa considerava come suo miglior lavoro una traduzione della Divina Commedia.
La serie è stata scritta principalmente tra gli anni Venti e Trenta dello scorso secolo. Il protagonista è appunto un titolato, il figlio cadetto di una famiglia nobiliare dello Yorkshire, che si occupa di investigazioni in modo del tutto amatoriale e per suo diletto. Essendo una persona fornita di moltissime doti (intelligenza, intuizione, conoscenze enciclopediche) Lord Peter riesce sempre a risolvere il caso brillantemente.

Purtroppo mi sono resa conto che non ho mai recensito il primo volume nel mio blog, per cui cercherò di parlarvi un pochino anche di Whose Body?, che fra l’altro mi è anche piaciuto molto di più rispetto a questo. Nel primo volume l’investigazione riguarda un cadavere che viene misteriosamente rinvenuto da un architetto nella vasca da bagno di casa sua. In questo caso è la madre di Wimsey a chiedergli di intervenire perché l’architetto, che è chiaramente sospettato, è una sua conoscenza. Contemporaneamente l’amico di Wimsey, il poliziotto Charles Parker, sta investigando sulla sparizione di un ricchissimo uomo d’affari, sir Reuben. I due casi apparentemente non hanno nulla in comune, ma Wimsey si convince che sono legati e inizia a lavorare in questo senso.
L’aspetto più interessante di questo romanzo sicuramente è il carattere particolare di Wimsey anche se possiamo dire che rappresenta il classico cliché dell’investigatore inglese. C’è da dire che probabilmente questi romanzi sono proprio all’origine di questo tipo di personaggio. Wimsey è un uomo pieno di energia e di talenti, è nobile, ricco ma anche molto sfacciato, divertente, dalla personalità esuberante e decisamente non rappresentativo di un certo tipo di nobiltà molto ingessata, quasi bovina nel rispetto delle convenzioni e dello status quo della loro classe. Un altro personaggio bellissimo è quello del suo valletto Bunter, che in realtà Wimsey ha conosciuto sotto le armi (era un sergente ai suoi ordini). I due sono profondamente amici, ma le convenzioni vogliono che il loro rapporto formalmente rispetti le distanze dovute, anche se poi in realtà vediamo che il loro rapporto è molto più profondo. Inoltre Bunter è a sua volta intelligente e pieno di risorse, oltre ad avere accesso a tutta una serie di persone del suo livello sociale, con cui il suo padrone chiaramente non potrebbe parlare alla pari.
Il romanzo è molto interessante perché l’antagonista è un uomo molto intelligente ma convinto di potere e dovere liberarsi dalle pastoie della coscienza morale, per cui dedito alle azioni più aberranti che contrastano invece con il mondo dorato in cui vive Wimsey e soprattutto con il suo dilemma etico relativamente al lavoro di investigazione che sta svolgendo. Lui non è del tutto convinto di avere il diritto morale di portare qualcuno alla forca: anche se chiaramente stiamo sempre parlando di persone colpevoli il protagonista si sente responsabile per quello che fa e riflette bene sul senso e l’utilità del suo coinvolgimento.

In questo volume invece, Clouds of Witness, la storia investigativa è molto più personale perché il protagonista deve scagionare il fratello, il primogenito Gerald, dall’omicidio del fidanzato della loro sorella, Lady Mary. Anche se le premesse sono abbastanza banali (il Duca Gerald viene accusato perché poche ore prima aveva litigato con lui e soprattutto non ha un alibi) la trama è piuttosto complessa perché le investigazioni svelano tre storie che si intrecciano grazie ad una serie di coincidenze incredibili: la storia di Gerald, che di notte vaga per la brughiera e non vuole dire dove è stato, la storia di Lady Mary, che fin da subito si capisce che sta nascondendo qualcosa, e la storia della stessa vittima, il Capitano Denis Cathcart, con un passato burrascoso e anche passionale.
Sicuramente la trama è più dinamica perché ci sono più persone coinvolte e anche geograficamente ci sono degli spostamenti richiesti dalle indagini a Parigi ma anche negli Stati Uniti da cui Wimsey rientra con un rischiosissimo volo transatlantico che fa grande scalpore. D’altra parte le tematiche sono classiche, perché si parla di tradimento e di amore e comunque l’unico personaggio dignitoso nonostante la disperazione delle sue scelte e del suo passato è proprio la vittima, mentre Lord Gerald e Lady Mary fanno veramente una figura meschina (uno perché ha una relazione con una donna provvisto di marito bruto e gelosissimo, che alla fine della storia muore mentre tenta di assassinarlo – ma quando la donna rimane vedova snobba subito il suo amante e le sue offerte di aiuto; l’altra perché nonostante il fidanzamento con la vittima – che comunque era un fidanzamento di interesse per liberarsi dell’atmosfera soffocante della casa di famiglia e dal controllo del fratello maggiore – accetta di scappare con il suo precedente innamorato, un socialista completamente inaccettabile per la sua famiglia, e poi lo difende pure quando pensa che sia stato lui ad assassinare il suo fidanzato, salvo poi scoprire che in realtà è solo un codardo).

Personalmente ho apprezzato molto di più il primo romanzo, probabilmente per me funziona di più uno svolgimento di investigazione logica piuttosto che più avventurosa come in questo episodio. E’ strano perché di solito i romanzi con più avventura sono più avvincenti però in questo caso io non sono d’accordo, ho trovato più noioso questo anche se sempre una lettura piacevole. Sono curiosa di leggere un altro romanzo perché in questo ha brillato molto Bunter grazie alle sue capacità investigative e anche di resilienza incredibile (c’è una scena nelle paludi dello Yorkshire notevolissima) mentre invece Wimsey mi è sembrato più frivolo del solito, un pochino pesante con le sue sciocchezze che invece in Whose Body? mi avevano fatto sorridere parecchio. Vorrei capire se mi sono già stufata di questa serie oppure se è stato solo un caso aver trovato questo episodio un po’ insulso.

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