La banda degli invisibili di Fabio Bartolomei

luglio 2, 2014 § Lascia un commento

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Fabio Bartolomei è diventato una certezza: a fine anno, mi sembra, pubblicherà un suo nuovo libro ed io lo acquisterò a scatola chiusa, sicura come sono che, qualunque sia l’argomento trattato, l’autore è in grado di gestirlo magnificamente. In questo volume, che è il suo secondo, racconta la storia di quattro vecchietti che vivono la loro quotidianità circondati da solitudine, difficoltà e indifferenza. Essendo ex partigiani, però, e dotati di una certa combattività, decidono di rapire Silvio Berlusconi per costringerlo a chiedere scusa agli italiani per aver sperperato il loro patrimonio:

“Tutto questo per delle scuse?”.
“E le pare poco? Secondo lei ex partigiani, invalidi delle forze armate, operatori umanitari, volontari, ricercatori precari, cinquantenni cassintegrati non le meritano? E gli italiani costretti ad andare all’estero, i temerari che ancora scelgono di avere famiglie numerose, chi decide di resistere alla criminalità organizzata o semplicemente chi vive onestamente in una società che ha fatto dell’imbroglio uno strumento di elevazione sociale? Con quale coraggio certi politici si presentano di fronte ai veri onorevoli di questo Paese con battute e slogan mortificanti? Sentirsi in diritto di poter dire qualsiasi cosa senza mai renderne conto è il più meschino dei loro privilegi”.

I primi due terzi del romanzo sono dedicati alla quotidianità dei quattro amici, mentre nell’ultima parte prende finalmente il via l’operazione Berlusconi. La banda degli invisibili (titolo magnifico, fra l’altro) è davvero divertente, e ha il pregio, come tanti prima di me hanno sottolineato, di parlare delle frustrazioni e ingiustizie della vecchiaia con leggerezza (leggerezza in senso positivo!) senza cadere nel melenso o nel patetico, ma facendo comunque arrivare il messaggio. Eppure secondo me questo è proprio – parzialmente – il motivo per cui questo romanzo non decolla mai del tutto: non riesce a diventare qualcosa di più della classica storia divertente con finale disneyano. L’impressione, senza voler negare che probabilmente ci sono degli anziani in gamba e combattivi, è che Bartolomei racconti una vecchiaia poco realistica e molto ottimista, senza averne sperimentato in prima persona la realtà. E si sente, perché tutti i siparietti della prima parte, per quanto divertenti, sembrano presi di peso dai luoghi comuni (basti pensare alla passione per i lavori stradali) e quindi rimangono un po’ in superficie.

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