Mendel dei libri di Stefan Zweig

luglio 15, 2014 § 2 commenti

Un librino piccolo (anzi, un vero e proprio raccontino), di quelli che fatico ad apprezzare perché la concisione va bene, ma così è troppo! Il narratore della storia si ritrova a riparasi da un acquazzone in un caffè di Vienna che riconosce per essere stata la ‘sede’ del famoso Mendel dei libri, un grande conoscitore e venditore di libri (non solo del contenuto, poiché passava la maggior parte del suo tempo leggendo con grandissima concentrazione, ma anche e soprattutto dei particolari di pubblicazione, per cui aveva una memoria quasi disumana).

Non trovando traccia di Mendel nel locale, il narratore chiede lumi ai camerieri, e infine trova nella custode dei bagni l’unica persona a ricordarsi la storia di questo uomo incredibile: durante la prima guerra mondiale, di cui non si era accorto, Mendel mandò delle cartoline di sollecito ad alcuni librai in territorio nemico, suscitando l’attenzione della censura militare e portando allo scoperto alcune irregolarità di cittadinanza che lo porta ad essere internato.

Mendel sopravvive al campo di internamento dal quale esce grazie all’intercessione di alcuni importanti clienti, ma è cambiato e soprattutto è cambiata la società che ritrova a Vienna, una società che tende a schiacciare le diversità, non ricordandosi che  […] l’unicità diventa ogni giorno sempre più preziosa in questo nostro mondo che irrimediabilmente va facendosi sempre più uniforme. 

Racconto tristissimo per quanto affascinante: l’unica nota di speranza è data proprio dal ricordo di Mendel, che è ancora vivissimo sia nella signora del Caffè Gluck che ne ha serbato il destino nel cuore, sia nel narratore, e chissà in quanti altre persone che avevano conosciuto Mendel ai tempi d’oro:

[…] i libri si fanno solo per legarsi agli uomini al di là del nostro breve respiro e difendersi così dall’inesorabile avversario di ogni vita: la caducità e l’oblio.

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§ 2 risposte a Mendel dei libri di Stefan Zweig

  • Camilla P. ha detto:

    Io l’ho adorato anche per la sua brevità. Credo che questa fosse la misura perfetta per raccontare la storia di Mendel 🙂 Mi ha profondamente commossa.

  • abrightshininglie ha detto:

    Io devo ammettere che per me la brevità è stato uno svantaggio: sarà che leggo sempre così veloce che quando un testo è anche breve mi sembra proprio di finirlo subito e di recepire poco di quello che ha da raccontare… però è vero, è molto commovente la storia di Mendel!

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