Jamaica Inn di Daphne du Maurier

novembre 29, 2014 § 5 commenti

Jamaica InnJamaica Inn by Daphne du Maurier
My rating: 4 of 5 stars

Daphne du Maurier è una di quelle scrittrici (come Muriel Spark) che non posso fare a meno di ammirare e leggere, ma che allo stesso tempo raramente apprezzo senza riserve. Jamaica Inn è il quarto libro che leggo della Maurier e, anche se l’ho letto con molto più entusiasmo e partecipazione di quanta non abbia dimostrato con, per esempio, Mia cugina Rachele, mi rendo conto che si tratta di un romanzo ben lontano dall’essere perfetto.

Anche se l’autrice è bravissima nel creare un’atmosfera di suspense e paura, nelle descrizioni della brughiera e delle montagne che si chiudono sulla taverna Jamaica, e c’è una scena in cui il locandiere rivela la verità sulle sue attività alla nipote acquisita davvero da pelle d’oca, tuttavia devo ammettere che la trama non riserva grosse sorprese (il cattivo della situazione l’avevo capito, per lo meno intuito, pure io, e che lo zio della protagonista sia coinvolto in losche faccende, anche se non avevo assolutamente capito quali – anzi credo di non aver mai saputo che esistessero simili attività – è ben chiaro fin dalle primissime pagine.

Inoltre ci sono delle perplessità notevoli relativamente alla caratterizzazione dei personaggi, soprattutto nella storia d’amore (per quanto trattata in modo piuttosto pragmatico perfino dalla stessa protagonista, che si rende conto che fondamentalmente si tratta di attrazione, e non di innamoramento) e nel finale (però io la mia interpretazione al finale l’ho data: (view spoiler)

La trama, molto brevemente, è questa: Mary Yellan si trasferisce nella casa della zia Patience, poiché l’ha promesso alla madre sul letto di morte. Quando arriva alla taverna Jamaica scopre non solo che il luogo è estremamente lugubre ed isolato, ma anche che la vivace e spensierata Patience si è trasformata in una donna ansiosa, terrorizzata dal marito, Joss Merlyn. Mary è molto scontenta della sua nuova situazione ma non se la sente di abbandonare la zia nella sua brutta situazione. Mentre tenta di capire come convincerla ad abbandonare marito e locanda, Mary cerca di scoprire qualcosa di più sulle losche attività di Joss, che tengono alla larga qualsiasi viaggiatore rispettabile e attirano strani personaggi il sabato sera…

Nel complesso mi ha ricordato Cime tempestose, ma probabilmente mi sbaglio perché sono passati moltissimi anni da quando l’ho letto. In ogni modo, mi sento di consigliarlo: è avvincente e, nonostante le pecche, è interessante anche nella figura della protagonista, Mary Yellan, che, pur essendo il romanzo ambientato nell’Ottocento, è decisamente fuori dal comune, poco incline a seguire le regole.

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§ 5 risposte a Jamaica Inn di Daphne du Maurier

  • Ludo ha detto:

    Roberta, io non riesco a vedere lo spoiler! Ho provato a cliccarci sopra, usando diversi browser, ma niente!

    Ricordo che Jamaica inn, nonostante i continui colpi di scena, fosse caratterizzato da una trama, tutto sommato, prevedibile.

    I finali dei libri della Du Maurier che ho letto (acora solo 2) hanno la particolarità di essere chiusi, ma pur sempre a libera interpretazione del lettore (voglio vedere il uo spoiler e la tua interpretazione, Roberta.) Da questo punto di vista, La casa sull’estuario docet: il finale è un super bum e poi… niente, che decida il lettore.

    Molti libri della Du Maurier paiono trarre ispirazione, qui e là, dalle opere delle Brontee. Rebecca da Jane Eyre, The King’s General da Cime tempestose e via dicendo.

    Mi è capitato sempre di leggere la Du Maurier a stetto giro della Seton e ho notato che anche questa traeva spesso ispirazione dalle Brontee. La produzione delle due autrici è, tutto sommato, distante e, a un certo punto, mi sono messa a pensare che la Seton traesse ispirazione sia dalla Du Maurier che dalle Brontee oppure che, tra gli anni Trenta e Settanta, molte autrici donne si rifacessero alle Brontee.

    Ma sto divagando, sorry.

  • abrightshininglie ha detto:

    Ciao, ma sai che hai ragione?
    Però se clicchi su 4 of 5 stars in cima, ti apre la recensione originale su Goodreads.
    Lì non dovresti avere problemi… è perché ho ricominciato a pubblicare sul blog utilizzando questo tool di Goodreads che mi hanno consigliato per fare prima, e onestamente non ho mica molta voglia di modificare le recensioni a mano 🙂

    Ah sì, sulla prevedibilità della trama ti do moltissima ragione, per me lo straordinario è che riesca a mantenere l’attenzione anche se in fin dei conti si capisce bene tutto quanto.

    La casa dell’estuario mi manca, ma penso che prima o poi leggerò tutti i libri della Du Maurier. I finali ambigui non mi dispiacciono affatto.

    Io non mi ricordo abbastanza Cime tempestose per fare commenti sull’ispirazione a livello di trama, però come ambientazione mi sembrano molto vicini! Del resto come dici tu, è vero che molti autori si sono ispirati alle Brontë, com’è abbastanza ovvio visto che sono dei grandissimi classici.

  • Ludo ha detto:

    Tantissimi auguri di Buon Natale, Roberta!

  • Ludo ha detto:

    A ogni fine segue un inizio… il 2014 si sta per concludere e, quindi, buon inizio del 2015.

    Auguri e in bocca al lupo per tutto… progetti? buoni propositi? tutto.

  • abrightshininglie ha detto:

    Grazie mille! Ricambio di cuore gli auguri di buon anno nuovo :))

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