Un amore

marzo 1, 2015 § 6 commenti

6322018Bellissimo romanzo, questo, e lo dico nonostante io abbia sempre meno pazienza con i masochisti e sia sempre più pragmatica. Qui però ci sono delle pagine bellissime sull’amore, e delle pagine bellissime su una Milano che da una prospettiva sembra una cittadina provincialotta in cui tutti conoscono tutti, da un’altra viene descritta come una metropoli in fieri, una città violenta e senza cuore che pulsa e vive con i suoi milioni e milioni di abitanti ferocemente impegnati nella loro lotta per la sopravvivenza. Poi ci sono delle pagine interessanti sugli ideali borghesi di un Italia che negli anni Sessanta stava cominciando a cambiare, ma mai troppo.

Vera protagonista di Un amore però è la scuffia, come la chiama lo stesso Buzzati. Ovvero quella cotta totalizzante che tutti abbiamo provato nella vita e di cui più spesso che no non siamo molto orgogliosi. La scuffia se la prende il professionista Antonio Dorrigo, arrivato a cinquant’anni senza aver mai provato l’amore, e anzi, incapace di approcciare le donne, che gli paiono misteriose ed irraggiungibili, e infatti si rivolge al salotto della bonaria ruffiana signora Ermelina. La scuffia se la prende per la ventenne Laide (Adelaide) una prostituta bellina, ma soprattutto vitale, svergognata, rabbiosa, capricciosa, che ovviamente non è innamorata affatto e non solo riesce a farsi mantenere, ma si impegna anche nel tirare la corda, ben consapevole di quanto la scuffia sia potente: quindi facendo penare l’inferno a Dorrigo e pure imponendogli la presenza del cugino faccia-da-pecora Marcello che in realtà è, chiaramente riconoscibile come uno dei tanti amanti di Laide, che ne inventa di ogni per giustificare tutte le sue stranezze al sospettosissimo, gelosissimo, orripilato Dorrigo che pure crede ad ogni spiegazione perché é ovvio, pure lui, se scoprisse di essere stato fregato alla grande, dovrebbe alla fin fine decidere di abbandonare la Laide, senza cui però non sa stare. Laide “era il simbolo di un mondo plebeo, notturno, gaio, vizioso, scelleratamente intrepido e sicuro di sé che fermentava di insaziabile vita intorno alla noia e alla rispettabilità dei borghesi.”

E Dorigo, da borghese “nel pieno della vita, intelligente, corrotto, ricco e fortunato” per cui “tutto è sicuro e propizio” si innamora di una ragazzina che rappresenta un mondo avventuroso e proibito in cui però lui non può che sentirsi sempre estraneo. In fin dei conti, è sempre solo “il borghese agiato che pagava.”

Un amore è un romanzo parzialmente autobiografico: a quanto pare lo stesso Buzzati ad un’età matura scoprì l’amore, proprio nella forma di scuffia, e decise di scriverne, senza tanti filtri, aprendosi in modo che non possiamo che definire coraggioso. Bellissimo il momento in cui Dorrigo, che corre verso Modena per rispondere alla chiamata della Laide, realizza qual è il segreto della bellezza dell’universo, segreto che lo ha eluso per tanti anni:

Un segreto molto semplice: l’amore. Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di più, di più, le città, i palazzi, le pietre, di più, il cielo, i tramonti, le tempeste, di più, la neve, di più, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d’amore.

Eppure l’amore per la Laide è un “amore falso e sbagliato”, che lo tiene prigioniero, “il cervello non più suo”, che lo umilia, che lo costringe a una vita orribilmente infelice.

Solo, e nessuno era in condizioni di aiutarlo e neppure di capirlo, forse di compatirlo neanche. E il lavoro, la famiglia, gli amici, le serate in compagnia non gli dicevano più niente, intorno a lui tutto era vuoto e senza senso. Non si era liberato, ecco la questione, non si era affatto liberato. Il pensiero di lei, tormento, inquietudine, angoscia, totale infelicità, lo possedeva come prima.

Non parlerò del finale. Però vi riporto quanto mi è venuto in mente leggendo questo romanzo, dalla quinta puntata della quarta stagione di Girls:

The minute I saw Peter, I knew he would be mine, with his flaxen hair and overalls. He was like a Norman Rockwell painting. And one day on a ride
to an ice cream parlor, he finally asked me to hold hands.
I was in heaven.
But that night, as I tried to read a book, an activity that had heretofore been my favorite, I found myself distracted.
Where’s Peter? What is he thinking about?
My private time, my time to focus and learn and grow was being sliced in half
by my new relationship.
So, yes, when I was nine, I broke up with someone for hindering my creativity.
And nothing’s changed. Maybe I’m crazy, but who knows?
Think of all your ups and downs, all your hopes and fears.
How many of them have been yours and how many have been constructs of romantic discord?

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§ 6 risposte a Un amore

  • Ludo ha detto:

    [Sto facendo vari tentativi di copia e incolla con questo commento perché WordPress non mi lascia pubblicare…]

    Welcome back! Sempre bello scoprire un tuo nuovo post.

    Non ho mai letto questo romanzo, però mi ispira davvero. L’ambientazione, poi, è abbastanza nelle mie corde, sia da un punto di vista topico che cronologico.

    Hai letto altro di Buzzati? Come sei approdata a questo libro?

    Sperando di rileggerti presto, ti auguro buon proseguimento.

  • abrightshininglie ha detto:

    Ciao Ludo! Mi pare di aver capito che ieri WordPress ha fatto le bizze! Grazie per il bentornato, febbraio è stato un mese davvero caotico dal punto di vista del lavoro, e ho faticato anche a leggere (poca concentrazione).

    Di Buzzati ho letto varie cose, La boutique del mistero, Il deserto dei tartari e anche Il segreto del bosco vecchio. Ti consiglio davvero Un amore (anche se mi pare di capire che è un po’ atipico per Buzzati) ma anche La boutique del mistero che è una raccolta di racconti meravigliosi… Un amore l’ho letto principalmente perché volevo riavvicinarmi a Buzzati e l’ho sentito nominare ovunque ultimamente.

    Ho in forno un nuovo post (su Lacci, di Starnone). Spero di pubblicarlo oggi!

    Buon lunedì!

  • Phoebes ha detto:

    Il libro mi ha incuriosito molto, ma devo dire che mi ha colpito molto di più la citazioen da Girls in cui mi ritrovo molto!
    Bentornata anche da parte mia! 🙂

  • abrightshininglie ha detto:

    Grazie! Sai che anch’io ho trovato quel personaggio molto interessante? Sono curiosa di vedere come si evolve…

  • Ludo ha detto:

    Buona Pasqua, Roberta. Ci risentiamo al prossimo post.

  • abrightshininglie ha detto:

    Grazie, buona Pasqua anche a te!

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