E così vorresti fare lo scrittore? di Charles Bukowski

maggio 21, 2014 § 4 commenti

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Uno dei tanti buoni propositi dell’anno è quello di leggere più poesia, e trascrivere quelle che mi piacciono particolarmente in un quadernino Moleskine. Per un po’ l’ho fatto, poi mi sono persa, ma mi è tornato comunque utile quando Ludo mi ha sfidato e ho dovuto scegliere una poesia, appunto, da pubblicare qui.

Ho scelto “Ad alcuni piace la poesia” di Wislawa Szymborska, che mi è sembrata appropriata vista la mia difficoltà con il genere :). Anche l’acquisto di questa raccolta è stato fatto sull’onda di questo progettino, e anche perché era in offerta (quando si tratta di generi con cui ho poca confidenza, ho delle grosse difficoltà ad individuare autori che potrebbero interessarmi, e mi perdo subito d’animo). Bukowski è un autore che conosco per lo meno di fama, e che ho leggiucchiato in passato senza grandi slanci. Però c’è da dire che le sue poesie sono molto leggibili anche per chi di poesia non mastica (o forse questa è solo una mia impressione da ignorante, chi lo sa).

La quarta di copertina definisce il registro dell’autore rude, eccessivo, ironico e provocatorio. Direi che ci siamo. Le sue poesia parlano di un’umanità dolente, poco fotogenica ma molto reale, per cui l’autore sente una gran compassione, avendone fatto anche parte. Il suo è un mondo di lavoratori sfruttati, pochi soldi, cattive compagnie e pessime scelte. E mi sembra che per Bukowski sia necessario essersi fatti pestare un po’ le ossa prima di poter prendere in mano una penna e sperimentare le gioie della scrittura (quello che sentivo era che quella lingua/usata a dovere/poteva essere brillante e bellissima ma/sentivo anche che dovevano esserci/delle cose più importanti che dovevo/imparare/prima. – dopo la tempesta di sabbia), tant’è che la sua non è una poesia costruita, laboriosamente prodotta, ma qualcosa che esplode dal dentro.

Devo ammettere di non averne capite alcune (un po’ perché proprio non ne ho capito l’utilità, il senso, un po’ perché magari mi manca il contesto biografico e non solo) però nel complesso mi sono piaciute, mi hanno fatto sorridere, annuire, intristire, mi hanno anche un po’ stupito. Non so quanto siano rappresentative dell’opera di Bukowski, non conosco altre sue raccolte e non ho idea di come sia stata compilata. Apparentemente sono tutti postumi, e questo volume è la traduzione di una parte di una raccolta originale (che in italiano è stata divisa in due, il secondo volume è Una notte niente male, il titolo originale della raccolta è Sifting through the Madness for the Word, the Line, the Way) cosa che non mi entusiasma particolarmente. Ovviamente però la raccolta presenta il testo sia in lingua originale che in traduzione.

Concludo con una poesia

unblinking grief

the last cigarettes are smoked, the
loaves are sliced,
and lest this be taken for wry sorrow,
drown the spider in the wine.

you are much more than simply dead:
I am a dish for your ashes,
I am a fist for your vanished air.

the most terrible thing about life
is finding it gone.

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Sfida di poesia

aprile 24, 2014 § 3 commenti

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Eccomi qui, in gran ritardo (ma più o meno giustificato) a rispondere alla sfida lanciatami da Ludo. La sfida consiste nel pubblicare una poesia sul proprio blog. Come dice Ludo, è vero che non leggo poesia. Qualcuna, però, ogni tanto mi si incaglia addosso, e allora la riporto ben benino su un quadernino rosso (progetto piuttosto recente, infatti le poesie che vi ho ricopiate sono solo cinque). Fra queste, ho trovato forse la poesia ideale, e che mi piace molto (e rappresenta piuttosto bene il genere di poesia che potrebbe convincermi a leggere nuovamente una raccolta):

Ad alcuni piace la poesia di Wislawa Szymborska

Ad alcuni piace la poesia
Ad alcuni –
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.

Piace –
ma piace anche la pasta in brodo;
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia –
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano.

Purtroppo non conosco la traduttrice di questa poesia, né l’anno in cui è stata scritta.

Non riesco ad immaginare nessuna blogger da sfidare (!) e quindi salto questa parte, ma ringrazio Ludo perché è stata una bella opportunità per uscire un po’ dalla mia routine di lettrice!

Al risveglio

novembre 18, 2013 § Lascia un commento

Per prima cosa al mattino
vedere se la pendola ha tenuto il tempo
se ha fatto presa la colla sul vecchio libro
se è sbocciato un tal fiore:
controlli soddisfacenti
per avviare le ore.

Luciano Erba, 1995 (L’ipotesi circense)

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