The Love Object di Edna O’Brien

dicembre 2, 2013 § Lascia un commento

The Love Object è una raccolta di racconti della scrittrice irlandese Edna O’Brien, autrice anche della famosa trilogia delle ragazze di campagna. Questi racconti parlano tutti di donne, e il filo conduttore è il loro love object, oggetto d’amore, che in ogni storia è differente ma sempre magistralmente descritto. L’autrice ha una prosa lirica e particolarmente ammirevole nelle descrizioni della natura:

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The frost lay like a spell upon the street, upon the sleeping windows, and the slate roofs of the narrow houses. It had magically made the dunged street white and clean. She did not feel tired, but relieved to be out, and stunned by lack of sleep she inhaled the beauty of the morning. She walked briskly, sometimes looking back to see the track which her bycicle and her feet made on the white road (Irish Revel)

Il comune denominatore di tutti questi racconti è però anche la delusione amorosa: in ognuno di essi l’oggetto d’amore della protagonista scivola via, si allontana, si nega, viene sottratto, è un fantasma o un sogno impossibile. Le speranze e i desideri dei personaggi si infrangono puntualmente. La narrativa è punteggiata da tradimenti, tentativi di suicidio, abusi o potenziali abusi. Quando qualcosa di bello accade, e la protagonista vi indulge, la ‘punizione’ arriva ancora più severa, accompagnata dalla consapevolezza di aver scioccamente creduto in un’occasione di felicità:

As she watched him go down the avenue she wept, not so much for the loss – though the loss was enormous – as for her own foolishness in thinking that someone had wanted to do her a kindness at last. (The Rug)

Lettura estremamente consigliata a tutti coloro che tollerano bene il crepacuore. Personalmente, non vedo l’ora di leggere The Country Girls, dato che per me la forma del racconto è problematica e non sempre funziona.

One Way or Another di Peter Cameron

maggio 21, 2013 § 5 commenti

Ho ricevuto questo libro come ‘anteprima’ gratuita dal sito NetGalley, che ringrazio molto per l’opportunità perché altrimenti credo non l’avrei mai letto, dato che, pur amando Peter Cameron, non posso dire altrettanto della forma del racconto. E quando ho finito il primo della raccolta, “Memorial Day”, con quel suo finale così brusco e incomprensibile, ho sospirato e ho pensato che perlomeno il libro era corto. La scrittura di Peter Cameron è davvero bella, seppur malinconica, ed è bravissimo nel creare o fissare su carta piccole scene, momenti fulminanti, come in “Freddy’s Haircut”, in cui il protagonista viene licenziato perché scoperto a farsi tagliare i capelli da una collega sul lavoro. Dato che i capelli sono tagliati solo in un punto, quando rientra a casa Freddy decide di completare l’opera e si affida ad una parrucchiera:

One Way or Another: Stories

He did not cry until he got home. He managed to pay the woman – even tip her – and walk home, all the time hoping that his hair would look better in his own, familiar mirror. […] When he turned on the bathroom light and saw himself in the mirror his worst fears were confirmed. His spiky hair looked menacing and hideous, and as he leaned toward his reflection it occurred to him that even he, even now, did not deserve to look this ugly.

Chi di noi non ha provato questa sensazione uscendo dalla parrucchiera almeno una volta? Povero Freddy, la cui unica colpa è di aver creduto a due donne che gli hanno chiesto di fidarsi di lui. Mi sono innamorata definitivamente con “Melissa & Henry – September 10, 1983”, che presenta gli inspiegabili e incomprensibili stati d’animo che spesso una cerimonia importante porta a galla. Certi racconti sono piuttosto assurdi e privi di senso fino a quando una frase, un gesto non mi fa entrare di colpo nella storia, facendomi sorridere, magari in modo triste e nostalgico. E’ verissima la frase che ho notato nella descrizione del libro su Goodreads: “Families, homes, lovers, marriages — the safe havens they have been taught to depend on no longer guarantee shelter or stability”. Tutti i protagonisti si ritrovano senza lavoro, o rifiutati dal proprio compagno, o tecnicamente felici ma in realtà privi di quella incognita ‘n’ che li renderebbe _davvero_ felici.

I’m working on a new problem: Find the value for n such that n plus everything else in your life makes you feel all right. What would n equal? Solve for n.

Recensione 177 – L’uomo del piano di sopra e altri racconti

dicembre 20, 2011 § Lascia un commento

Autore: P. G. Wodehouse
Titolo: L’uomo del piano di sopra e altri racconti
(Titolo originale: The Man Upstairs)
Traduzione: T. Del Tanaro
Edizione: Mursia, 1992
Pag.: 280
ISBN: 9788842512219

L'uomo del piano di sopra e altri racconti (Grande Universale Mursia. Letture)

Stessa collana di questa altra raccolta, stesso autore che sembra però lontano anni luce dalla solita apprezzabilissima produzione. A dire il vero questa raccolta mi è sembrata anche un poco peggio della precedente, non brutta, ma insipida. Sarà davvero colpa del traduttore? Non ho più il libro con me e non posso verificare se è lo stesso, per cui rimango nel dubbio.

Giudizio: 3/5

Recensione 110 – Blood Bank

agosto 9, 2011 § Lascia un commento

Autore: Tanya Huff
Titolo: Blood Bank
(Traduzione italiana: La banca del sangue)
Serie: Vicky Nelson, #6
Edizione: DAW, 2008
Pag.: 336
ISBN: 9780756405076

Blood Bank (La banca del sangue) è una raccolta di racconti che forniscono un ideale completamento ai cinque volumi della serie Blood Books (Blood Price, Blood Trail, Blood Lines, Blood Pact, Blood Debt) e infatti costituisce formalmente il sesto volume della serie. La serie parla di una detective di Toronto costretta a ritirarsi dal lavoro per una malattia degli occhi, Vicky Nelson. Fornita di un bel caratterino e di una tempestosa e non esclusiva relazione con il detective Mike Celluci, Vicky inizia una carriera da investigatore privato. Proprio nello svolgimento del suo lavoro incontra Henry Fitzory, vampiro e scrittore di romanzi rosa, nonchè famoso nella storia in quanto figlio bastardo di Enrico VIII. Insieme i due, con l’occasionale aiuto di Celluci, si occupano di svariati casi soprannaturali  fino a quando, davanti a Vicky in punto di morte, Henry e Mike decidono che deve essere trasformata in vampiro. Questo significa, per un problema di territorialità, allontanarsi da Henry che era diventato anche suo amante, e rimanere esclusivamente con Mike. A seguito della sua trasformazione, Vicky decide di intraprendere la carriera di investigatrice del soprannaturale.

Ho amato tantissimo la serie dedicata a Vicky Nelson, ma devo dire che questa raccolta mi ha lasciata freddina. E’ vero che è passato parecchio tempo da quando ho letto i primi cinque libri, ed è altrettanto vero che normalmente non mi piacciono affatto i racconti, fatto sta che ho trovato questa raccolta noiosa e un po’ insulsa. Non la consiglio.

Recensione 106 – L’uomo con due piedi sinistri

luglio 29, 2011 § 2 commenti

Autore: P. G. Wodehouse
Titolo: L’uomo con due piedi sinistri
(Titolo originale: The Man With Two Left Feet)
Traduzione: G. V. Pisano
Edizione: Mursia, 1991 (prima edizione: 1917)
Pag.: 224
ISBN: 9788842507772

Decisamente di gran lunga il peggiore fra quelli letti finora di Wodehouse. Normalmente questo autore si guadagna minimo quattro stelline, spesso cinque. In questa raccolta di racconti, invece, siamo molto più bassi e una buona parte della colpa credo sia del traduttore. Per tutto un racconto mi sono chiesta perplessa come mai il protagonista, ballerino professionista al soldo di un locale, durante il suo lavoro era ricercatissimo dagli altri uomini per fare un ballo. Due uomini che ballano insieme? Ebbene sì! Perchè il traduttore ha fatto un piccolo errore trasformando una ballerina in ballerino.

Al di là di questo però non mi è sembrato che i racconti brillassero per trama, anche se è vero che Wodehouse affascina soprattutto per la sua ironia, e se il traduttore ha sbagliato il genere di un personaggio (cosa che saltava molto all’occhio fra l’altro) ho i miei dubbi che abbia saputo cogliere l’ironia dei racconti, figuriamoci tradurla, per cui può ben essere che l’originale fosse molto godibile.

In genere comunque consiglio caldamente questo autore, estremamente prolifico. Due sono le “serie” principali (non sono propriamente serie, ma romanzi con protagonisti ricorrenti): quella del Castello di Blandings e quella di Jeeves. Poi ci sono altre serie minori, e ovviamente i racconti, come quelli raccolti qui.

Giudizio: 3/5

Recensione 054 – Non esiste saggezza

aprile 14, 2011 § Lascia un commento

Autore: Gianrico Carofiglio
Titolo: Non esiste saggezza
Edizione: Rizzoli, 2010
Pag.: 244
ISBN: 9788817040709

Non esiste saggezza è una raccolta di racconti: devo ripetermi ancora una volta e dire che questo è il genere che meno mi piace. I racconti normalmente sono troppo brevi per avere un certo approfondimento nei personaggi o una trama convincente. In questa raccolta abbiamo racconti che sono basati su uno strano incontro (Non esiste saggezza, Vigilie, Giulia, La città) ma troppo brevi per trasmettere qualcosa al lettore (e in almeno due casi anche piuttosto ordinari e quasi banali). Ci sono alcune storie che non sono nemmeno propriamente storie, ma pezzi sperimentali: Intervista a Tex Willer è un’intervista impossibile e metaletteraria al protagonista di una famosa serie di fumetti; Sommarie informazioni a Bogotà è il resoconto della sparizione di una donna nella Colombia scritto come se fosse un qualche tipo di verbale ufficiale; Il paradosso del poliziotto è un’intervista a un poliziotto. Questo storie sono troppo asciutte, con l’unica notevole eccezione dell’ultima, che è piuttosto buona. Le altre tre storie (Mona Lisa, Il maestro di bastoni e La doppia vita di Natalia Bloom) sono più strutturate e perciò più piacevoli  ma in tutte e tre l’autore riesce a creare una tensione crescente che però viene sgonfiata da un finale insoddisfacente.

Al di là del fatto che solo uno di questi racconti è un inedito, mentre tutti gli altri sono già apparsi da qualche parte (Il paradosso del poliziotto addirittura è uscito come libro a sè) non consiglierei questa raccolta a meno che non siate dei veri e propri fan dei racconti.

Giudizio: 2/5

Non esiste saggezza is a collection of short stories: I have to repeat myself once again and say this is the genre I most dislike. Short stories are usually too short to have some character development or a good plot. In this collection we have some stories based on an unusual encounter (Non esiste saggezza, Vigilie, Giulia, La città) but too brief to convey something to the reader (and in two cases at least quite common, almost trite). Then there are some stories which are not really stories, but experimental pieces of fiction: Intervista a Tex Willer is a metaliterary impossible interview with the main character of a famous comic book series; Sommarie informazioni a Bogotà is the recounting of the disappearance of a woman in Colombia written as some kind of official minutes; Il paradosso del poliziotto is an interview with a policeman. These stories are too dry, with the notable exception of the last one, which is actually quite good. The other three stories (Mona Lisa, Il maestro di bastoni e La doppia vita di Natalia Bloom) are more structured and quite likable but in all of them the author succeeds in creating a slowly rising tension that is then suddenly deflated by an unsatisfying ending.

Apart from the consideration that only one of this short stories is really unpublished work, while all the others appeared somewhere else (Il paradosso del poliziotto was also released as a single book) I would not recommend this collection unless you are a great short stories fan.

Rating: 2/5

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