Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante

luglio 24, 2013 § 3 commenti

Seguito del bellissimo L’amica geniale, già recensito qui, Storia del nuovo cognome mantiene pienamente e anzi supera le promesse e fa perdonare anche il finale brusco (anche perché questa è una trilogia, per cui prima o poi uscirà l’ultimo volume, speriamo già quest’anno). Mi pare impossibile aver letto anni fa (stiamo parlando del 2007) La figlia oscura e di non averlo apprezzato, forse ero troppo immatura io, prima o poi lo rileggerò.

Storia del nuovo cognomeE’ chiaro che uno dei temi principali della Ferrante è questo rapporto ambivalente con Napoli: quanto ci si può allontanare dalle proprie origini? Quanto si può rifiutare prima di perdere quello che ci rende ‘noi’? Quanto si può mediare tra un passato che ci ha creati e un futuro a cui aspiriamo, quanto è difficile? Lila e Lenù continuano a combattere, combattere contro Napoli, contro il rione, contro una mentalità che le vuole nei ruoli di sempre, incasellate, assorbite da una vita che le vuole smussare fino a renderle uguali a tutte le altre. Eppure loro resistono, resistono sbagliando, scontrandosi anche fra di loro, pentendosi e arrabbiandosi e provando dolore, ma riuscendo infine, a mio parere, a rimanere fedeli a sé stesse e anche al rione. Non dimenticano da dove arrivano, e il buono di un passato e di un luogo che non è solo qualcosa da cui scappare. Eppure non dimenticano dove vogliono andare, anche se questo obiettivo è spesso oggetto di ripensamenti, dubbi e pentimenti.

Il fatto è che questi romanzi danno una gran dipendenza, non si possono lasciare fino a che non sono finiti, e poi quando sono finiti ci si continua a pensare, e mancano. E allora consiglio a tutti di leggerli, perché meritano davvero.

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